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Attualità giovedì 18 agosto 2022 ore 09:50

Dalla Toscana in Paraguay per far sorridere i bambini

A sinistra, il dottor Gian Luca Gatti. Nella foto alcuni piccoli pazienti
Parte dell'équipe con alcuni piccoli pazienti saharawi

Durante la missione sono stati operati bimbi con malformazioni del labbro e del palato. Poi al rientro a Pisa è stata la volta dei bimbi sahrawi



PISA — Ha operato oltre una decina di bimbi con malformazioni complesse del labbro e del palato in una missione internazionale in Paraguay, l'undicesima nell'ambito di Operación Sonrisa, che ha visto il concorso di un'associazione piombinese e della Regione: è rientrato in Toscana da poco il dottor Gian Luca Gatti, responsabile del percorso Labiopalatoschisi dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana.

Dalla Toscana in Paraguay per restituire il sorriso ai bimbi, il chirurgo ha operato all'interno del programma Ñemyatyro sostenuto dal Ministero della sanità paraguaiano) nella missione organizzata da Aicpe Onlus, Associazione italiana di chirurgia plastica estetica. Con lui in équipe c'erano anche Marco Stabile, direttore del reparto di chirurgia plastica dell’Ausl di Piacenza e presidente di Aicpe Onlus, il chirurgo della mano Roland Boileau di Bordeaux e i chirurghi plastici Aoup Alessandro Giacomina e Matteo Ragoni, tutti accolti da Bruno Balmelli, chirurgo paraguaiano di origini italiane e direttore del centro ustioni di Asunciòn, che ha lavorato con loro fianco a fianco in sala operatoria per dieci giorni.

Subito dopo è arrivato il turno per i bimbi saharawi. Grazie a Gdeim Izik Piombino - l'associazione Odv Onlus impegnata in progetti umanitari dedicati al popolo Saharawi e al coordinamento tra Regione Toscana e Aoup per la cooperazione sanitaria internazionale e ad Arci 690 Cascina - sono stati fatti arrivare a Pisa con le rispettive mamme e operati all’Ospedale Santa Chiara anche due bimbi africani di poco più di un anno di età, entrambi con malformazioni complesse del labbro e del palato in grado di compromettere, se non trattate, il loro corretto sviluppo nella crescita.

Da anni che l’associazione piombinese si adopera con azioni concrete a favore del popolo Saharawi e la collaborazione con il Percorso Labiopalatoschisi dell’Aoup è solo uno degli esempi, nell’ambito del progetto “Taleb Buya“ in piedi da ormai circa dieci anni, nonostante lo stop forzato di due anni causato dalla pandemia. L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie alla raccolta fondi della comunità di Calci che hanno consentito di coprire le spese di viaggio e soggiorno a Pisa.


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