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mercoledì 11 dicembre 2019

Attualità sabato 14 ottobre 2017 ore 13:20

I sindaci pisani danno vita al tavolo antifascista

Il tavolo antifascista pisano riunitosi stamane

Con in prima fila l'Anpi e i sindaci di Pisa e Pontedera, allo studio strategie comuni per contrastare i rigurgiti neofascisti sul territorio



PISA — Si è tenuta questa mattina, sabato 14 ottobre, nella sala regia del municipio di Pisa, un incontro pubblico che ha avuto come tema centrale un appello per l’unità degli antifascisti, cui sono stati invitati tutti i sindaci dei comuni della provincia di Pisa.

L’incontro è nato per volontà del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, del sindaco di Pontedera Simone Millozzi, del presidente provinciale dell’Anpi Bruno Possenti, dei segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil, del presidente provinciale dell’Acli, dei presidenti dei comitati Arci di Pisa, della Valdera, del Cuoio, e del presidente provinciale dell’Aned.

L’incontro è scaturito dalla necessità di dare una risposta tempestiva sul piano politico, giudiziario, sociale e culturale alle manifestazioni di xenofobia e di razzismo sempre più frequenti nel nostro Paese. Bruno Possenti, Presidente dell’Anpi, ha sottolineato come questi fenomeni si caratterizzino con atteggiamenti arroganti e di sfida alle Istituzioni della Repubblica e per questo ha ribadito che l’incontro di oggi ha voluto essere un momento per individuare le strategie e le iniziative idonee ad arrestare l’onda nera che minaccia la democrazia nata dalla Resistenza, per mettere in sinergia le forze in campo.

"Alla sfrontatezza neofascista - ha dichiarato il sindaco Filippeschi - dobbiamo rispondere con una reazione forte. Partiamo da un grande patrimonio di iniziative di coltivazione della memoria e di antifascismo. Negli ultimi anni, oltre ad avere incrementato le iniziative in questa direzione, abbiamo usato strumenti nuovi, facendo un salto di qualità nella comunicazione, aspetto fondamentale se vogliamo avere accesso alle nuove generazioni e trasmettere loro i valori della democrazia. Il momento che condividiamo stamani deve essere fondativo di un osservatorio da cui partire per contrastare ogni fenomeno neofascista o di stampo neofascista".



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