Questo sito contribuisce alla audience di 
Toscana Media News quotidiano online.
Percorso semplificato Aggiornato alle 14:15 METEO:FIRENZE18°26°  QuiNews.net
Toscana Media News - Giornale Online
Mercoledì 03 Giugno 2026
Tutti i titoli:
corriere tv
L'umanità di Sinner, la rivincita del tennis e il Roland Garros delle sorprese
L'umanità di Sinner, la rivincita del tennis e il Roland Garros delle sorprese

Cronaca Mercoledì 03 Giugno 2026 ore 13:56

Tra la vegetazione un'anfora romana e scatta la denuncia

L'anfora recuperata dai carabinieri

Il reperto, detenuto illegalmente, è stato scoperto dai carabinieri durante il sopralluogo in una proprietà. Denunciato un uomo



PORTO AZZURRO — I carabinieri di Porto Azzurro hanno recuperato un'antica anfora di epoca romana. Il ritrovamento, spiega l'Arma in una nota, è avvenuto nell’ambito di un’attività investigativa finalizzata ad altri accertamenti, ma che ha condotto al sopralluogo in una proprietà nell’entroterra elbano.

Qui i militari hanno individuato, tra la vegetazione, un grande manufatto in terracotta che, fin da subito, ha attirato l’attenzione per le sue particolari caratteristiche, facendo sì da attivare immediatamente le procedure previste per la tutela del patrimonio culturale, con il coinvolgimento del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e dei funzionari della competente Soprintendenza.

Gli approfondimenti tecnici hanno successivamente confermato che si trattava di un’anfora romana del tipo “Haltern 70”, risalente alla seconda metà del I secolo dopo Cristo e originaria dell’antica Hispania Baetica, nell’attuale Spagna meridionale.

Si tratta di un contenitore utilizzato in epoca romana per il trasporto di vino, mosto cotto e altri prodotti alimentari destinati al commercio marittimo.

Ricostruire le circostanze del rinvenimento del reperto, un uomo è stato denunciato per ricettazione.

Secondo quanto emerso dagli approfondimenti effettuati in collaborazione con gli specialisti del Ministero della Cultura, l’anfora presenterebbe caratteristiche compatibili con un recupero avvenuto in ambiente marino e la sua detenzione sarebbe avvenuta al di fuori dei canali previsti dalla normativa vigente in materia di beni culturali.

Il reperto, riconosciuto di interesse archeologico, è stato affidato in custodia alla competente Soprintendenza, che ne curerà la conservazione e la valorizzazione presso il deposito del Centro Culturale “De Laugier” di Portoferraio e sarà acquisito al patrimonio dello Stato. 


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno