Attualità Lunedì 19 Gennaio 2026 ore 16:00
Chirurgia robotica, intervento di squadra ad alta complessità

Lavoro di equipe all'ospedale Santo Stefano: eseguita una nefrectomia con tecnica interamente mininvasiva e robotica
PRATO — Chirurgia robotica avanzata all’ospedale di Prato: eseguito con successo un intervento complesso di nefrectomia
Intervento di alta complessità all'ospedale Santo Stefano di Prato, nell'ambito della chirurgia per il trattamento di una patologia tumorale renale avanzata. La procedura, che prende il nome di nefrectomia, consiste nell'asportazione di un trombo cavale ed è stata interamente realizzata con tecnica mininvasiva robotica.
Durante l’operazione, la vena cava è stata “chiusa” (ossia ne è stato bloccato l’afflusso del sangue) per 11 minuti, tempo necessario per incidere il vaso, asportare in blocco il trombo e il rene destro e infine procedere alla sutura vascolare. Tutte le fasi sono state eseguite con l’ausilio della piattaforma robotica, che consente elevata precisione, migliore visione operatoria e riduzione dell’invasività.
La complessità dell’intervento ha richiesto una competenza altamente specializzata e una stretta collaborazione tra diverse figure professionali, in particolare tra l’équipe urologica diretta dal dottor Graziano Vignolini, direttore della Soc Urologia, afferente al Dipartimento delle Specialistiche Chirurgiche dell’Asl Toscana centro e il gruppo anestesiologico diretto dal dottor Vittorio Pavoni, che ha seguito il paziente in tutte le fasi e nella gestione emodinamica del paziente e il personale infermieristico di sala operatoria, fondamentale per la gestione tempestiva dello strumentario chirurgico. All’intervento hanno collaborato anche l’equipe della Radiologia Interventistica dell’ospedale di Torregalli, diretta dal dottor Massimo Falchini,che il giorno precedente all’intervento hanno eseguito l’embolizzazione del rene per ridurne l’afflusso di sangue,e il dottor Alberto Lapini, direttore dell’Urologia dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze.
"La buona riuscita dell’intervento - si legge in una nota della Usl centro- è stata il risultato di un’accurata pianificazione preoperatoria, frutto del lavoro del gruppo multidisciplinare uro-oncologico coordinato dalla dottoressa Elena Zafarana dell’Oncologia di Prato. Il caso è stato valutato congiuntamente da urologi, radiologi, radioterapisti, medici nucleari e dall’infermiera di percorso Tania Pirrone, analizzando nel dettaglio il quadro clinico e le possibili opzioni terapeutiche".
"La tecnica mininvasiva robotica - aggiunge l'azienda sanitaria- ha permesso un rapido recupero funzionale: il paziente ha iniziato la mobilizzazione già dal giorno successivo all’intervento. La procedura, durata complessivamente circa quattro ore, si è svolta senza complicanze perioperatorie, con una degenza ospedaliera breve. L’intervento conferma l’elevato standard qualitativo dell’Asl Toscana centro nella gestione delle patologie uro-oncologiche complesse, in linea con i più importanti centri nazionali ed europei di chirurgia robotica".
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