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Attualità Mercoledì 29 Aprile 2026 ore 09:10

Cibo come cura, progetto pilota in ospedale

ospedale
Foto di repertorio

L'iniziativa, rivolta ai pazienti con disfagia, punta a rendere il cibo parte integrante del percorso terapeutico coniugando sicurezza e gusto



PRATO — Un progetto pilota in Toscana per i pazienti con disfagia, che rende il cibo sicuro preservando però il sapore e le qualità organolettiche: si chiama “Il gusto nel percorso di cura” l'iniziativa promossa dall’Asl Toscana Centro e presentata all'ospedale Santo Stefano di Prato. Si basa su un approccio multidisciplinare che coinvolge medici, logopedisti, nutrizionisti e operatori della ristorazione puntando a rendere il cibo parte integrante del percorso terapeutico, attraverso pasti personalizzati e adeguati alle esigenze cliniche di questa categoria di pazienti.

La presentazione si è svolta ieri mattina nella Sala Cembalo dell’ospedale pratese alla presenza del presidente della Regione Toscana, dell’assessora regionale alla cultura e del direttore generale dell’Asl Toscana Centro, con Maria Teresa Mechi, direttrice del presidio ospedaliero e della Rete Ospedaliera, Antonio Sarno, direttore della SOC ORL 1 Firenze-Prato-Pistoia, Laura Belli, responsabile del Servizio Soft dell’ospedale, i professionisti della ristorazione e alcuni pazienti che hanno preso parte al progetto.

Grazie al sistema innovativo “IoSano”, già attivo nella struttura, gli alimenti vengono trasformati in mousse sicure per la deglutizione senza perdere gusto e riconoscibilità, migliorando l’esperienza del pasto e stimolando l’appetito.

Il progetto nasce in particolare per i pazienti con tumori del distretto testa-collo seguiti dalla SOC ORL 1 Firenze-Prato-Pistoia, centro di riferimento per queste patologie. L’obiettivo è garantire alimentazione sicura e contribuire al benessere complessivo durante il ricovero, integrando il percorso anche dopo la dimissione grazie ad ambulatori dedicati sul territorio.

La sperimentazione terminerà l’11 Maggio e sarà successivamente estesa a tutti i pazienti con disfagia, con una previsione di oltre 100 pasti al giorno.

Il governatore toscano ha sottolineato il valore strategico del progetto “Il gusto nel percorso di cura”, evidenziando come l’utilizzo di tecnologie innovative consenta di trasformare gli alimenti in preparazioni sicure ma anche appetibili, migliorando concretamente l’esperienza dei pazienti. Un risultato che, secondo il presidente, premia la collaborazione tra professionalità diverse e la capacità del sistema sanitario di innovare.

L’assessora regionale alla cultura ha invece illustrato l’evoluzione dell’iniziativa anche sul piano culturale, annunciando la realizzazione di un progetto editoriale: un libro di ricette dedicate ai pazienti disfagici sviluppate con il contributo di uno chef stellato, con l’obiettivo di coniugare salute, qualità della vita e dimensione sociale del pasto.


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