
La foto del camioncino, la corsa di Schlein e i fuochi d'artificio, la festa del centrosinistra: «E ora le primarie» - il videoracconto
Cronaca Martedì 24 Marzo 2026 ore 11:40
Fionde e lenze da pesca per lanciare droga nel carcere

Due gli episodi scoperti dagli agenti della polizia penitenziaria. Sequestrati panetti di hashish e telefoni: uno era nascosto nel muro di una cella
PRATO — Droga attaccata ad una lenza da pesca e poi lanciata nel carcere con una fionda rudimentale.
Il nuovo metodo di approvvigionamento di stupefacente è stato scoperto alla Dogaia dove, nei giorni scorsi, ci sono stati nuovi sequestri di hashish e telefoni cellulari. Uno dei dispositivi è stato trovato all'interno di un muro. A fare il punto sulle attività investigative, per mezzo di una nota, è la Procura di Prato.
La sera di martedì 17 Marzo è stato sorpreso un uomo mimetizzato nella vegetazione che, ventre a terra, da una distanza di circa 50 metri dalla cinta del carcere, ha lanciato, con una fionda rudimentale, una lenza da pesca.
Alla vista della polizia penitenziaria, il fornitore si è dato alla fuga. All'interno del plico due panetti di hashish, un involucro contenente altra tipologia di sostanza verosimilmente stupefacente, e due telefoni cellulari (uno dei quali uno mini smartphone). Tutto sequestrato insieme al cellulare del fuggitivo, anche questo trovato dagli agenti.
Nel pomeriggio di sabato 21 Marzo, nell'intercinta dell'istituto, sono stati trovati altri due panetti di hashish (100 grammi in tutto), che sarebbero stati lanciati dall'esterno del carcere da un altro soggetto, che come il primo si è dileguato. I panetti sono risultati inseriti all'interno di due involucri: uno rinvenuto sul muro perimetrale, l'altro all'interno del carcere nelle immediate adiacenze del muro.
Lunedì 23 Marzo, nel reparto alta sicurezza, sono stati poi sequestrati due dispositivi elettronici: un detenuto è stato sorpreso ad effettuare una videochiamata all'interno della camera di pernottamento. Il secondo dispositivo è stato rinvenuto all'interno di un'altra camera detentiva, nascosto nel muro, spento e privo di scheda sim. Da questo ritrovamento, spiega la Procura, emerge "Una modalità di occultamento dei telefoni cellulari che vengono murati da parte dei detenuti per occultarli ed eludere i controlli anche con le apparecchiature elettroniche".
La collaborazione da parte dei detenuti, conclude la procura pratese, "Continua a rivelarsi particolarmente fruttuosa e si auspica che tale atteggiamento si incrementi per rendere ancora più efficace le attività investigative in corso proiettate a ripristinare il controllo di legalità nella struttura detentiva".
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











