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Attualità Mercoledì 15 Luglio 2026 ore 10:19

Carcere sovraffollato e carenza di personale, "Situazione esplosiva"

Il carcere di Prato

Alla Dogaia 96 detenuti oltre la capienza. L'assessora regionale Alessandra Nardini: "Servono interventi urgenti"



PRATO — Sovraffollamento, necessità di interventi e carenza di organico. Sono le criticità riscontrate nel carcere La Dogaia di Prato, inserito ieri tra le 35 strutture penitenziarie italiane visitate nell'ambito della giornata nazionale di mobilitazione lanciata dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione.

La delegazione, capitanata dall'assessora regionale regionale con delega alle politiche carcerarie Alessandra Nardini, accompagnata dal neodirettore del carcere Luca Cicerelli ha visitato ha visitato la prima e la settima sezione dell'istituto e quella che ospita detenuti in isolamento.

Insieme all'assessora erano presenti sindaco di Prato Matteo Biffoni, la consigliera regionale Marta Logli, il presidente della sezione Toscana di Antigone Enrico Vincenzini, la garante dei detenuti del Comune di Prato Margherita Michelini, la presidente della Camera penale pratese Elena Augustin e Desy Parrini per associazione L'Altro Diritto.

Complessivamente, il carcere di Prato conta attualmente 633 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 589, ulteriormente ridotta di 52 posti a causa della chiusura per ristrutturazione da oltre un anno della seconda sezione. "Una vera e propria situazione esplosiva assolutamente insostenibile - ha evidenziato Nardini- che ha bisogno di interventi ingenti a livello strutturale e chiede risposte da parte del livello nazionale”.

“Un sovraffollamento del 160%, superiore alla media nazionale che si attesta al 140% circa - sottolinea Nardini- che inevitabilmente crea tensioni. La situazione è resa ancora più drammatica dopo quello che è accaduto a Sollicciano perché numerosi detenuti sono stati portati in questa struttura e altri ne stanno arrivando anche dall'esterno”.

Al centro dell'attenzione anche la carenza di personale, una situazione che accomuna numerosi istituti penitenziari del territorio toscano e nazionale e che la stessa Nardini definisce "Insostenibile" e aggravata da "Un clima caldissimo, che vissuto all'interno dell'istituto rende tutto ancora più difficile".
“A questo proposito - ha aggiunto l'assessora- un ringraziamento va anche alle varie realtà del territorio che hanno donato ventilatori, ma è sempre più evidente che servono veri investimenti sulla struttura”.

Di situazione ritenuta complessa ha parlato anche dal sindaco Matteo Biffoni, che esprime la necessità di fondi ministeriali "Per ristrutturare intere zone della struttura carceraria" e di "Aumentare l’organico degli agenti di polizia penitenziaria, costretti a fare ore e ore di straordinario: sono uomini e donne che lavorano con grande professionalità, ma sono in numero insufficiente per un carcere come quello di Prato”.

“La chiusura di Sollicciano e il conseguente spostamento di persone alla Dogaia – ha aggiunto il primo cittadino di Prato - ha comportato un ulteriore disagio a una situazione che ha già superato il limite”.

“Accanto a questo, nella visita di questa mattina abbiamo potuto toccare con mano il grande impegno del direttore Luca Cicerelli e di tutti gli operatori. Però – conclude Biffoni - se davvero vogliamo dare una accoglienza decorosa alle persone detenute, certamente occorre intervenire. Abbiamo visto celle con quattro letti e in un periodo di caldo torrido come questo la vita dei detenuti è veramente messa a dura prova. Noi come istituzioni, parlo a nome dell’Amministrazione comunale, chiediamo davvero che il Ministero intervenga e si occupi di queste problematiche. Il carcere della Dogaia ha bisogno di risposte concrete e immediate”.


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