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Cronaca martedì 11 aprile 2023 ore 18:40

Naso e denti rotti, aggressione in carcere

Il sindacato di polizia Sappe ha denunciato una aggressione che sarebbe avvenuta a Pasquetta con il ferimento di un agente di polizia penitenziaria



PRATO — Nuova denuncia di aggressione in carcere da parte dei sindacati, sull'ultimo episodio sono intervenuti il sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe e la Fp Cgil polizia penitenziaria della Toscana. L'episodio sarebbe avvenuto la sera di Pasquetta nel penitenziario di Prato dove una guardia è stata soccorsa dal 118 a seguito di una aggressione.

Il segretario regionale Sappe per la Toscana, Francesco Oliviero, ha denunciato “Nella giornata di lunedì di Pasquetta, un detenuto italiano intorno alle ore 21 e 45, mentre si trovava nell’infermeria, sferra un pugno al volto di un assistente capo coordinatore di polizia penitenziaria senza un motivo ben preciso. La violenza è stata tale che al collega ha provocato la rottura del setto nasale e di due denti. Solo grazie al pronto intervento del personale in servizio si sono evitate conseguenze peggiori. L’agente è stato trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso cittadino con un mezzo del 118 e con prognosi ancora da definire”. Oliviero ha aggiunto “Le carceri della Toscana stanno vivendo ormai da tempo momenti di grande difficoltà nella gestione dei detenuti. Sono continue le aggressioni al personale che si verificano senza che vi sia un intervento da parte degli uffici ministeriali e dipartimentali. Vergogna! Questo l’unico termine ormai che si può utilizzare contro chi avrebbe ed ha il dovere di tutelare i poliziotti penitenziari. Ci aspettiamo una punizione esemplare e l’immediato allontanamento del detenuto”.

“Non passa giorno che non si verificano aggressioni nei confronti della Polizia Penitenziaria che presta servizio nelle carceri per adulti e minori della Nazione, e di quelle toscane in particolare: e siamo sconcertati dall’assenza di provvedimenti in merito contro chi si rende responsabile di queste inaccettabili violenze, determinando quasi un effetto emulazione per gli altri ristretti violenti. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno” ha aggiunto Donato Capece, Segretario generale del Sappe, che esprime la solidarietà del sindacato. “Così non si può andare avanti! Le colleghe ed i colleghi di Prato e della Toscana non sentono vicini a loro le istituzioni penitenziarie, che sembrano sottovalutare la gravità della situazione penitenziaria. Servono, e il Sappe torna a sollecitare ulteriormente, provvedimenti concreti ed urgenti per fronteggiare la grave situazione. Servono fatti, non chiacchiere! Tutti i giorni i poliziotti penitenziari devono fare i conti con le criticità e le problematiche che rendono sempre più difficoltoso lavorare nella prima linea delle sezioni delle detentive delle carceri, per adulti e minori. Mi riferisco alla necessità di avere, a propria tutela, nuovi strumenti di operatività come il taser, kit anti-aggressioni, guanti antitaglio, telecamere portatili, per altro promessi da mesi dai vertici ministeriali ma di cui in periferia non c’è traccia alcuna”.

Nella sua denuncia Donato Nolè coordinatore regionale Fp Cgil polizia penitenziaria della Toscana ha spiegato “Il detenuto che ha ferito senza motivo il poliziotto penitenziario, non era nuovo ad aggressioni al personale in servizio a Prato ed è uno di quei tanti detenuti con problemi psichiatrici dei quali né l’amministrazione penitenziaria, né il Servizio Sanitario Nazionale, riescono a gestire. Ne fanno le spese quasi sempre i poliziotti penitenziari, spesso con ferite gravi come quest’ultima avvenuta nel carcere di Prato”. Mirko Manna della Fp Cgil nazionale polizia penitenziaria ha aggiunto "Abbiamo chiesto al capo del DAP Giovanni Russo di fornirci i dati statistici delle aggressioni che ogni giorno avvengono in carcere ai danni ella polizia penitenziaria. Il DAP li chiama “eventi critici”, ma sarebbe più corretto definirle “lesioni aggravate” al personale. Sarebbe anche ora che il DAP e il Ministero della Giustizia si costituissero parte civile al processo per lesioni ai danni di ciascuno degli appartenenti di Polizia Penitenziaria che rischiano l’incolumità fisica ogni volta che si recano nel posto di lavoro”.


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