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Cronaca Lunedì 23 Febbraio 2026 ore 12:45

Soldi o botte per mettersi in fila all'ufficio immigrazione

squadra mobile polizia

In due avevano creato un'organizzazione che gestiva illegalmente gli accessi agli sportelli della questura. Sono stati scoperti. Ecco come agivano



PRATO — Soldi o botte: da Gennaio in qua, per chi voleva mettersi in fila all'ufficio immigrazione della questura di Prato la sorte era questa, ed è successo anche stamattina. Sì perché due cittadini di nazionalità cinese, entrambi 47enni, avrebbero dato vita a un'organizzazione che prevedeva un sistema 'saltacoda' per ottenere i permessi di protezione internazionale. Tutto dietro pagamenti fra mille e 1.500 euro.

Il 'servizio', rivolto in primis a connazionali dei due 47enni, prevedeva che loro collaboratori - ne sono stati individuati almeno 13 - si mettessero in fila per conto dei 'clienti', cacciando gli altri se necessario anche con violenza qualora non si assoggettassero a pagare la somma.

"Due cittadini egiziani - ricostruisce la procura di Prato - il 4 Gennaio 2026 sono stati picchiati, anche con l'impiego di bastoni, per estrometterli dalla fila riuscendo nell'intento". Ancora: "L'ultima aggressione si è verificata stamani in pregiudizio di un pakistano che stava tentando di inserirsi da tempo all'ufficio immigrazione".

Ma sempre stamattina la squadra mobile di Prato ha eseguito perquisizioni personale, locale e informatica con contestuale sequestro di documenti e 3.000 euro in contanti nei confronti dei presunti vertici dell'organizzazione. A darne notizia è stata la procura di Prato in una nota siglata dal procuratore Luca Tescaroli.

A causa di questo sistema, l'accesso all'ufficio immigrazione veniva del tutto falsato. Poiché gli sportelli sono aperti ogni lunedì ma solo per 10 utenti, l'attività veniva condizionata.


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