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mercoledì 21 agosto 2019

Attualità martedì 15 settembre 2015 ore 18:08

Primo giorno a orario ridotto in una scuola su due

A Firenze secondo i sindacati il 60% dei plessi scolastici è rimasto chiuso per l'assemblea di docenti e amministrativi. Toccafondi: "Irragionevole"



FIRENZE — Alla fine l'assemblea convocata da Cgil, Cisl, Cobas, Snals e Gilda ha fatto sentire i suoi effetti più negli istituti di grandi dimensioni che nelle scuole più piccole. A pesare e a determinare le mancate aperture del 60% dei plessi scolastici della provincia di Firenze, dato diffuso dalla Cgil, è stata l'assenza del personale Ata, ovvero amministrativi e bidelli, senza i quali è letteralmente impossibile aprire gli istituti.

Le scuole che invece hanno deciso di aprire lo hanno fatto ad orario ridotto: l'Istituto Caponnetto di Bagno a Ripoli ha scritto ai genitori di tenere i figli a casa e comunicato che la scuola, per loro, comincerà domani, mentre ad esempio il Castelnuovo di Firenze ha fatto entrare per tre ore di lezione le classi prime e per due ore le altre. L'artistico invece ha fatto entrare le matricole ma solo per la prima ora.

All'Obi Hall di Firenze, in ogni caso, si sono riunite oltre 4mila persone, praticamente il 40% del personale che oggi avrebbe dovuto prendere il suo posto nelle scuole toscane. Una prova di forza quella dei sindacati che non ha mancato di suscitare le reazioni sdegnate della politica, primi tra tutti gli esponenti della maggioranza di governo.

"Scioperare e farlo il primo giorno di scuola e con una assemblea è parso a tutti irragionevole - ha detto il sottosegretario all'istruzione Gabriele Toccafondi del Nuovo Centrodestra -. Impossibile negare investimenti e cambio di marcia su scuola. Gli unici che non cambiano marcia sono la sinistra e i sindacati".

Alla notizia che i sindacati non intendono abbandonare la protesta nonostante l'approvazione della riforma Toccafondi ha risposto laconico "Peggio per loro - ha detto - noi andiamo avanti e continuiamo a migliorare la scuola italiana. Mi auguro che i sindacati cambino le loro posizioni e si accorgano di cosa sta succedendo di positivo nella scuola".

Ancora più duro il senatore del Pd Andrea Marcucci. "Brutta ed impopolare la decisione dei sindacati di convocare a Firenze un'assemblea proprio il primo giorno di scuola - ha scritto su Facebook il membro della commissione cultura -. Non entro nel merito di una battaglia che considero sbagliata (mai visto un sindacato che protesta contro 100 mila assunzioni), mi limito ad osservare che scaricare sugli studenti e sulle famiglie le rivendicazione di una parte della categoria è davvero molto ingiusto".

Sulla stessa falsa riga, ma dai banchi dell'opposizione, la responsabile scuola e università di Forza italia Elisa Centemero. "Scene come quelle di Firenze - ha detto - confermano ciò che abbiamo sempre sospettato: l'interesse primario dei sindacati non sono la formazione e la crescita dei nostri giovani ma la tutela dei posti di lavoro degli insegnanti".

Di tutt'altro parere la senatrice Alessia Petraglia di Sel, che ha anche preso la parola dal palco dell'Obi Hall. "La battaglia del mondo della scuola - ha detto Petraglia - è la battaglia per la democrazia del Paese, per la difesa e il rilancio dell'istruzione pubblica che questo governo ha deciso di mortificare e rinchiudere nell'idea dell'uomo solo al comando".

Dopodichè una staffilata al sindaco Dario Nardella che nei giorni scorsi aveva parlato di autogol dei sindacati. "Non si può essere contro le pessime leggi solo quando le fanno Gelmini e Berlusconi - ha detto la senatrice - , e quando quelle stesse leggi le fa il Pd diventano ottime".



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