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Attualità venerdì 03 luglio 2015 ore 15:40

Recessione addio, la Toscana fa meglio dell'Italia

Secondo l'Irpet nel 2015 il Pil toscano crescerà dell'1,2% contro lo 0,8% della media nazionale. Resta l'incubo disoccupazione, ma Rossi ha la ricetta



FIRENZE — Nel corso di questa legislatura la Regione si impegnerà a garantire 500 milioni di investimenti, pubblici e privati, ogni anno. In questo modo, secondo l'Irpet, si riusciranno a creare entro fine 2020 cinquantamila nuovi posti di lavoro.

Che non basteranno per arginare gli 88mila impieghi spariti dal 2008 ad oggi, ma a questo si aggiungerà la costituzione di una nuova agenzia regionale del lavoro. Rossi si recherà martedì prossimo dal ministro Giuliano Poletti per parlargli del progetto e mettere in piedi un vero e proprio ufficio di collocamento regionale in grado di mettere in contatto in modo efficace scuole e aziende. 

Tutto questo per arginare la più grave delle 3 crisi strutturali della Toscana. Le altre due sono quella della costa, che a differenza dell'entroterra è ancora in difficoltà, e quella delle finanze pubbliche. "I vincoli di bilancio - ha detto il direttore dell'Irpet, Stefano Casini Benvenuti - non sono superabili solo attraverso una razionalizzazione dei servizi. Sarà necessario invece un taglio". 

Dal rapporto 2014 sull'economia toscana, però, emergono anche molte luci: i fatturati delle imprese sono rimasti stabili rispetto all'anno precedente, e questo significa addio alla recessione, le esportazioni hanno fatto registrare un ulteriore balzo in avanti del 4,4% e, grazie al contributo dei turisti, sono ripartiti i consumi interni.

Un 2014 che ha posto le basi per la crescita del prossimo futuro: nel 2015 il pil toscano crescerà del 1,2% secondo le stime dell'Irpet, mentre quello nazionale si fermerà a un +0,8%. Nel 2016 la ripresa si consoliderà: +1%.

Ma su queste previsioni aleggia lo spettro della crisi greca. "Se lo scenario internazionale si alterasse - ha spiegato Benvenuti - le nostre stime andrebbero riviste: per il 2015 si parlerebbe di un +5% e per il 2016 addirittura di un -0,6%". Ma si tratta, per ora, solo di previsioni.

Servizio di Tommaso Tafi


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