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Attualità mercoledì 06 ottobre 2021 ore 18:00

Riapertura delle discoteche, nuova rivolta dei gestori

Il Cts ha posto un limite del 35% alla capienza. Conflavoro: "Rimedio peggiore del danno". Mobilitazione per convincere il governo a concedere di più



ROMA — Hanno suscitato più polemiche che apprezzamenti le prescrizioni anti-Covid messe a punto dal Comitato tecnico scientifico per la riapertura delle discoteche, chiuse da 20 mesi, soprattutto nella parte che riguarda i limiti di capienza: 35% al chiuso e 50% all'aperto. E visto che il governo Draghi ha acquisito il parere degli esperti ma ancora non ha preso posizione (il prossimo consiglio dei ministri si terrà entro venerdì e si sa già che la Lega si è messa di traverso), si moltiplicano gli interventi per scongiurare l'emanazione di un provvedimento che, secondo gli operatori del settore, sarebbe un "rimedio peggiore del danno".

“La politica e la burocrazia continuano a essere distanti dal mondo reale e quotidiano delle piccole e medie imprese - ha commentato Martino Spera, presidente Commercio e Turismo di Conflavoro Pmi Lucca - Bene la decisione di riaprire ma riaprire al 35% di capienza, oltretutto personale compreso, sarà impossibile per chiunque. I costi di gestione non scendono automaticamente al 35%, ma sono gli stessi di una capienza al 100%: affitti, personale, fornitori. Anzi, sono maggiori, perché avremo chiaramente degli oneri per la messa in sicurezza, dato che il nostro settore, al chiuso, è fermo da 20 mesi”.

"E' un primo passo, se pur piccolo, che ci permette di riaprire dopo 20 mesi di chiusura ma è certo che il 35% di capienza non è sostenibile - ha dichiarato il presidente del Silb Veneto Paolo Artelio - Mi auguro che in tempi brevi si possa aumentare, così come è stato per gli stadi: dobbiamo arrivare almeno al 70-75%". 

Anche il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga ha commentato negativamente le indicazioni del Cts. "Penso sia utile fare un ragionamento approfondito per ipotizzare un ampliamento - ha detto Fedriga -  Lo dico perchè le discoteche, con la capienza al 35%, non riaprono, è antieconomico". "Forse è meglio far andare le persone dentro una discoteca con il green pass piuttosto che farle andare in locali che ora fanno la medesima attività senza controlli nè green pass - ha aggiunto Fedriga - Lo dico anche per la sicurezza sanitaria".

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