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Attualità venerdì 11 settembre 2020 ore 19:35

Covid, risale l'età dei contagiati, Rt nazionale a 1.14

Rapporto dell'Iss: per la sesta settimana consecutiva aumentano i positivi, 2.280 focolai attivi. Rt superiore a 1 in 5 regioni e 1 provincia autonoma



ROMA — L'estate sta finendo e le modalità di trasmissione del nuovo coronavirus cambiano ancora. Nel corso dell'estate si era clamorosamente abbassata l'età media dei nuovi contagiati e la maggior parte dei nuovi positivi erano casi 'importati' dall'estero oppure giovani e giovanissimi di ritorno da vacanze oltreconfine o in altre regioni italiane ad alta vocazione di movida. 

Nel nuovo rapporto settimanale dell'Istituto superiore di sanità, relativo alla settimana fra il 24 Agosto al 6 Settembre, salta invece all'occhio che l'età media dei nuovi casi di Covid sta di nuovo aumentando e ora è intorno ai 35 anni. I nuovi contagiati con più di 50 anni sono saliti al 28% del totale contro il 20% della settimana precedente.

"In un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali, luoghi di aggregazione inclusi, e di aumentata mobilità il virus circola ovunque - spiegano i ricercatori dell'Istituto superiore di sanità - e ci sono segnali di una maggiore trasmissione sul territorio nazionale in ambito domiciliare/familiare, anche in persone di età più avanzata".

Sempre nel rapporto settimanale dell'Iss si legge che, per la sesta settimana consecutiva, i casi di Covid aumentano e che attualmente ci sono 2.280 focolai attivi, di cui più di 600 sono nuovi. L'indice nazionale di trasmissibilità Rt è salito a 1.14. Guardando ai dati locali, è la provincia autonoma di Trento quella con Rt più elevato (1.58), seguita da altre cinque regioni con Rt sopra il livello di guardia 1: Sardegna (1,41), Puglia (1,2), Liguria (1.13), Friuli e Abruzzo (entrambe a 1.02).

La Toscana, che la scorsa settimana risultava fra le regioni con indice Rt più alto, questa settimana è scesa a 0,95, quindi al di sotto della soglia 1. I valori più bassi li hanno registrati il Lazio (0,52) e il Molise (0,27).

"Anche in questa settimana di monitoraggio sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione in tutte le regioni - spiega ancora l'iss - Nella settimana di monitoraggio il 37% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 31% nell'ambito di attività di tracciamento dei contatti. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (27%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (5%). Quindi, complessivamente, il 68% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie alla intensa attività di screening e alla indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti".

"Rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull'importanza di rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quale il lavaggio delle mani, l'uso delle mascherine e il distanziamento fisico" raccomanda l'Iss.

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