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Attualità martedì 05 gennaio 2021 ore 10:40

Deposito nucleare nazionale, in Toscana due zone idonee

Sono situate in due Comuni della Toscana del sud. Le regioni italiane con aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito di scorie nucleari sono 7



ROMA — Svelata la mappa dei luoghi idonei per ospitare il temuto deposito nazionale di rifiuti nucleari, la cui costruzione richiederà un investimento da 900 milioni di euro.

Tra le sette regioni candidate c'è anche la Toscana dove sono state individuate due aree, situate rispettivamente a Campagnatico, in provincia di Grosseto, e a Trequanda, in provincia di Siena. A renderlo noto è stata la Sogin, la società pubblica per la gestione del nucleare, pubblicando sul suo sito web il progetto del deposito di rifiuti radioattivi di bassa e media intensità.

Sul sito della Sogin si legge che "il deposito nazionale sarà un’infrastruttura ambientale di superficie che permetterà di sistemare definitivamente in sicurezza i rifiuti radioattivi, oggi stoccati all’interno di decine di depositi temporanei presenti nel Paese, prodotti dall’esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industria e ricerca".

Le regioni dove sono state individuate le aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito sono, oltre alla Toscana, il Piemonte, il Lazio, la Puglia, la Basilicata, la Sardegna e la Sicilia. 

In tutto i luoghi in possesso dei requisiti necessari sono 67 e quelli che hanno ottenuto i punteggi più alti sono 17, di cui 12 situati in Piemonte (2 in provincia di Torino e 5 in provincia di Alessandria) e 5 in provincia di Viterbo, nel Lazio.

Secondo i calcoli della Sogin, il cantiere per la costruzione del deposito dovrebbe generare oltre 4.000 posti di lavoro all'anno per i 4 anni di durata dei lavori. Durante la fase di esercizio, invece, l'occupazione diretta è stimata mediamente in circa 700 addetti.

Nel sito della Sogei, all'interno di un apposito inventario, sono citati 25 impianti italiani che al momento detengono rifiuti radioattivi, combustibile esaurito, sorgenti dismesse e materia nucleare. Fra queste c'è anche il Centro interforze studi e applicazioni militari in provincia di Pisa.

Qui sotto la piantina che evidenzia, in viola, i Comuni di Campagnatico e Trequanda nella Toscana del sud.


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