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Politica martedì 06 dicembre 2016 ore 18:33

Manovra e dimissioni di Renzi nello stesso giorno

La crisi accellera: domani l'ok del Parlamento alla legge di bilancio e poi le dimissioni ufficiali di Renzi. Ma Mattarella dice no al voto anticipato



ROMA — La conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso a maggioranza di votare entro il primo pomeriggio di mercoledì 7 dicembre la fiducia sulla legge di bilancio, dando così il via libera al provvedimento. Nello stesso giorno riceverà l'ok anche il decreto per i terremotati. A quel punto il presidente del Consiglio Matteo Renzi potrà salire nuovamente al Quirinale, la terza da ieri mattina, e formalizzare le dimissioni annunciate domenica notte, alla luce della sconfitta subita nel referendum sulla riforma costituzionale del suo governo (vedi articoli collegati).

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe quindi iniziare giovedì le consultazioni con i partiti per sondarne la disponibilità ad appoggiare un governo istituzionale di media durata oppure un governo tecnico di transizione con il solo mandato di modificare l'Italicum - la legge elettorale strutturata solo per una Camera - e poi procedere con le elezioni anticipate. La Consulta ha peraltro annunciato che si pronuncerà sull'eventuale incostituzionalità dell'Italicum il 24 gennaio 2017.

Sempre domani Matteo Renzi si presenterà alla direzione nazionale del Pd convocata per affrontare il risultato referendario. Fra un'indiscrezione e l'altra trapela che Renzi non sarebbe intenzionato a dimettersi anche da segretario del partito nè a sollecitare un immediato ritorno alle urne anche se, in serata, alcuni esponenti renziani del Pd come il senatore Andrea Marcucci hanno precisato di non aver alcun timore delle elezioni anticipate invocate a gran voce da Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d'Italia. 

Il Partito democratico sarebbe comunque orientato a sostenere un governo di responsabilità nazionale che duri anche per un periodo più lungo di quello necessario a riformare l'Italicum, magari guidato dall'attuale presidente del Senato Piero Grasso. Oppure, qualora non ci fossero le condizioni per un esecutivo del genere, un governo tecnico di breve durata per la sola modifica della legge elettorale. Ipotesi su cui Forza Italia ha già espresso il suo favore. Ma, in questo caso, secondo alcune fonti del Pd, alla guida del governo potrebbe tornare addirittura lo stesso Matteo Renzi.

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