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Cronaca mercoledì 04 novembre 2015 ore 15:49

Morto di setticemia, esposto di Asso-consum

Sul caso dell'uomo deceduto dopo un intervento con il robot, il consigliere regionale di Forza Italia, Stefano Mugnai ha presentato un'interrogazione



SIENA — Il paziente di 68 anni era stato operato alle Scotte il 15 ottobre per un tumore alla prostata con l'ausilio di un innovativo robot ma ha contratto una grave infezione. Dopo otto giorni di ricovero in terapia intensiva è deceduto. 

Sul caso sta indagando la procura di Siena ed il pubblico ministero Fabio Maria Gliozzi ha iscritto nel registro degli indagati tutti i professionisti che hanno avuto a che fare con il paziente, in totale 28 medici. 

Al professor Mario Gabrielli, direttore di medicina legale delle Scotte, è stato dato l'incarico di effettuare gli accertamenti sulla morte del paziente. Su questa decisione è intervenuta Asso-consum, associazione per la difesa dei consumatori, presentando un esposto alla procura senese dove chiede di "verificare se sia il caso  di revocare dall’incarico il professor Mario Gabbrielli che oltre ad essere direttore della medicina legale universitaria del policlinico senese - si legge nella nota di Asso-consum -  è anche il membro tecnico scientifico del comitato gestione sinistri dell’azienda ospedaliera. Inoltre - scrive nella nota il presidente di Asso-consum, Aldo Perrotta - Ci costituiremo parte civile nel caso i medici indagati fossero rinviati a giudizio”.

Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale di Forza Italia Stefano Mugnai, vicepresidente della commissione sanità del consiglio regionale che ha depositato un'interrogazione a risposta scritta.

"È vero che, come riporta la stampa, in sala operatoria c'era un professionista figlio del direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria di Siena? - Chiede Stefano Mugnai - E quali sono le descrizioni del rischio clinico sul decesso accaduto? Quanti interventi di chirurgia robotica per il trattamento del tumore alla prostata sono stati eseguiti nel 2014 e nel 2015?". 

"A quanto si apprende dalla stampa odierna – scrive ancora Mugnai nell'interrogazione – sul policlinico delle Scotte si sarebbe abbattuta una tegola giudiziaria che vedrebbe coinvolti il Direttore generale, suo figlio medico a convenzione con l’Azienda Ospedaliero-universitaria oltre ad un’altra ventina di indagati per la morte di un sessantottenne in seguito ad intervento con robot e conseguente setticemia, lo scorso 23 ottobre. Letto quanto descritto sulla stampa dell’azione legale presentata dalla famiglia del paziente defunto per questo ennesimo caso di malasanità toscana, si ritiene opportuno verificare le indagini di audit interno svolte dal rischio clinico relativamente al triste accaduto".


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