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Cronaca mercoledì 21 gennaio 2015 ore 12:30

Sotto sequestro il lago di Londa

Il sindaco, un dirigente e un tecnico dell'Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve indagati per l'inquinamento provocato dallo svuotamento dell'invaso



FIRENZE — Le accuse a carico del primo cittadino Aleandro Murras e degli altri due indagati sono concorso in illecito smaltimento di rifiuti speciali, danneggiamento di bellezze naturali e adelterazione di acque destinate ad essere attinte per uso potabile.

Il sequestro preventivo è stato messo in atto dal Corpo forestale dello Stato su richiesta ella procura di Firenze.

Lo svuotamento dell'invaso fu effettuato il 14 giugno scorso dall'Unione dei Comuni su incarico dell'amministrazione comunale di Londa e avrebbe dovuto essere realizzato sulla base di un progetto finanziato dalla Regione Toscana che prevedeva di rimuovere 12.700 metri cubi di sedimenti da riallocare poi nell'Arno. 

Ma l'operazione, secondo gli inquirenti, fu messa in atto prima che la Provincia l'autorizzasse formalmente e comunque con modalità difformi da quanto previsto dal progetto e dalle linee guida regionali. 

Il risultato fu la fuoriuscita di almeno 1.000 tonnellate di fanghi (classificati come rifiuti speciali) che provocarono lo sterminio della fauna ittica nel torrente Racine e la pesante alterazione delle caratteristiche delle acque del torrente Moscia e del fiume Sieve. 

I valori più alterati dele acque sono stati registrati in prossimità dell'impianto di Publiacqua di Pontassieve.

"Le analisi hanno evidenziato un elevato inquinamento microbiologico - sottolineano le guardie forestal - elevata torbidità e rilevanti concentrazioni di ammoniaca, nitriti e ferro. Publiacqua ha quindi dovuto mettere in atto una serie di trattamenti di potabilizzazione dell'acqua per renderla nuovamente idonea all'immissione nella rete dell'acquedotto e all'uso umano".

Il sequestro preventivo è scattato perchè nel lago ci sarebbero ancora ingentissime quantità di fanghi contaminati da idrocarburi. Il giudice ha quindi voluto evitare nuove dispersioni nei corsi d'acqua sottostanti. E in ogni caso i sedimenti in questione non potranno mai essere trasferiti nell'Arno come previsto dal progetto di svuotatura iniziale.

Le indagini sono iniziate dopo la presentazione di un esposto in cui alcuni cittadini segnalavano l'intorbidamento delle acque del torrente Moscia a causa di un'enorme quantità di fanghi.




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