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Attualità martedì 11 agosto 2015 ore 12:05

Terapia del dolore, Scaramelli: "Sfida culturale"

“Una nuova frontiera della civiltà che deve trovare la sanità toscana pronta a vivere nel futuro” ha spiegato il presidente della commissione sanità



FIRENZE — “Centralità del paziente, in quanto persona, nei percorsi di ricerca e sviluppo dei nuovi trattamenti terapeutici. Dobbiamo vincere la sfida dell’informazione e del pregiudizio culturale sul piano del dolore inutile e delle nuove frontiere della ricerca scientifica “, spiega Stefano Scaramelli, consigliere regionale del Partito democratico e presidente III Commissione sanità e politiche sociali

“Ci sono ancora delle barriere da abbattere per consentire la partecipazione del paziente nella sperimentazione, nello sviluppo e nel monitoraggio dei farmaci. Uno degli obiettivi più importanti che la sanità toscana deve perseguire. La nostra è una sfida culturale prima che politica; pertanto, la nostra Commissione svolgerà funzione di stimolo e di ascolto verso questa nuova frontiera della civiltà che deve trovare la sanità toscana pronta a vivere nel futuro. Occorre lavorare su tutta la rete delle cure palliative: dalla cannabis come terapia convenzionale, che dovrà esserlo ancora di più, all’anestesia e terapia del dolore, all’omeopatia, per la lotta contro il dolore cronico, e fino al parto indolore, ancora poco diffuso rispetto ad altri Paesi europei. Il riferimento è anche al dolore oncologico: dobbiamo guardare alla persona prima che al malato, accompagnarlo nel suo processo di convivenza con la malattia e di guarigione”.

L’intervento del presidente Scaramelli si inserisce nel solco della strada già intrapresa dalla Toscana su questo campo. Un iter che ha portato, ad esempio sul fronte delle terapie con la cannabis, a triplicare i numeri delle persone coinvolte. I pazienti che la utilizzano per uso terapeutico su Firenze crescono del 5-10% al mese. Erano 24 le persone in cura nel 2014, 80 nel primo semestre del 2015, con una previsione di 150 unità in trattamento entro la fine dell’anno. “La Toscana produttrice di cannabis deve puntare ad estendere le patologie da curare con la cannabis - continua Scaramelli - Come aveva evidenziato il presidente Rossi, in campagna elettorale, l’impegno del Pd sarà anche sul fronte della semplificazione delle procedure di accesso al farmaco e nella predisposizione di corsi di formazione rivolti a medici e farmacisti per ridurre il divario di conoscenza che penalizza il farmaco e i pazienti”.

I preparati a base di tetraidrocannabinoide vengono usati per il trattamento curativo della spasticità secondaria, correlata a malattie neurologiche e in particolare alla sclerosi multipla, del dolore cronico neuropatico, del dolore oncologico, della nausea e del vomito causati da chemioterapia. In Toscana la legge permette di intervenire sulle patologie per le quali lo specialista ne prescrive il farmaco all’interno del piano terapeutico.


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