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Attualità Martedì 14 Aprile 2026 ore 18:05

Il super Sangiovese che resiste a siccità e malattie

La Toscana al centro della sperimentazione per il futuro del vitigno più diffuso in Italia. Nuove tecniche accelerano i processi di adattamento



TOSCANA — Nascerà in Toscana il primo vitigno di Sangiovese coltivato con nuove tecniche genomiche che consentono di accelerare i processi di adattamento a siccità e malattie. Il progetto, frutto della sinergia tra Coldiretti Toscana, Vigneto Toscana, Crea-Ve e Università di Udine, è stato presentato a Vinitaly

La sperimentazione si avvale delle Tea, tecnologie che consentono di intervenire in modo mirato sul dna della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, accelerando processi naturali di adattamento e contribuendo allo sviluppo di una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie. L'obiettivo è quello di far fronte agli effetti del cambiamento climatico e alle malattie ad esso collegate. “L’interrogativo non è se, ma quando. – ha spiegato la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani - Recenti modelli climatici, sostanziati da studi e ricerche, ci mettono di fronte ad uno scenario allarmante che non dobbiamo e possiamo ignorare. Da qui al 2050 in molte zone della nostra regione, in aree straordinariamente vocate alla viticoltura, sarà sempre più complicato coltivare la vite".

"Nel giro dei prossimi tre anni -ha aggiunto Cesani- potremo avere la prima vendemmia di Sangiovese da una piantina coltivata con Tea ponendo la Toscana al centro della ricerca enologica. Stiamo dando una chance alla nostra viticoltura, alle imprese, ai territori”.

La prima pianta è attualmente in crescita in vitro nei laboratori del Crea di Conegliano Veneto, con le prime applicazioni in campo previste dalla primavera del 2027. Il direttore del Centro Ricerca Viticoltura ed Enologia Crea Riccardo Velasco, affiancato dai suoi ricercatori, ha parlato anche delle tempistiche di questo viaggio: “Ci vogliono 18 mesi per ottenere una piantina intera partendo dalla prima cellula. Poi si passa alla sperimentazione in campo e alla successiva produzione di uva per dimostrare che il vino ottenuto è effettivamente Sangiovese”.

“La ricerca è la chiave del futuro per la nostra agricoltura. – ha detto l'assessore regionale all'agricoltura Leonardo Marras durante il suo intervento - L’innovazione passa attraverso soluzioni multidisciplinari e più fonti, la ricerca delle piante, in questo caso della vite, è sicuramente tra le più importanti per salvaguardare la competitività del sistema vino. Un plauso va a Coldiretti Toscana perché essere protagonisti di una fase di ricerca cosi importante per il Sangiovese è un risultato che di solito non viene attribuito ad un’associazione di rappresentanza”.


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