Attualità Lunedì 23 Marzo 2026 ore 07:58
Rifiuti organici, 195mila tonnellate trattate fuori regione

Nella Toscana che ben differenzia, cosa accade dopo il conferimento? Impianti, mercato, qualità della materia: il contesto e le sfide europee 2035
TOSCANA — Nella Toscana che differenzia discretamente (151 chili di umido e verde pro capite per abitante nel 2023), la frazione organica poi non trova sul territorio regionale un sistema di trattamento sufficientemente competitivo. La quota di ‘umido’ che nel 2023 ha viaggiato verso impianti di altre regioni è stata pari a 195.100 tonnellate, per una cifra di export che è più elevata solo nel Lazio (236.784 tonnellate) e in Campania (451.056 tonnellate). E ciò malgrado uno sbilancio impiantistico che in Toscana tutto sommato non è così pronunciato (-22.296 tonnellate).
Il dato è messo a fuoco dal Position Paper 307 del Laboratorio REF Ricerche, che mette l’accento sugli ampi divari presenti lungo lo Stivale quanto a infrastrutture per il trattamento dei rifiuti organici e loro capacità di attrarre materia dalle altre regioni.
In vetta alla classifica del saldo import-export – al polo opposto dunque di Toscana, Lazio e Campania – sempre nel 2023 c’erano il Veneto, che ha importato 398.383 tonnellate di frazione umida, la Lombardia (288.041 tonnellate) e il Friuli-Venezia Giulia (238.244 tonnellate).
Eppure quantitativamente in Toscana la raccolta di frazione organica si attesta al di sopra della media nazionale dei 127 chili pro capite / annui (dato 2023), toccando i 151 chili per abitante fra umido e verde. Meglio fanno solo l’Emilia-Romagna (188 kg/ab), il Veneto (158), il Friuli-Venezia Giulia (155) e le Marche (153).
La qualità non è sempre ottima, tutt’altro: spesso – ma questo ovunque in Italia – contiene plastica, magari perché il rifiuto pur correttamente differenziato è stato gettato nel cassonetto in sacchetti della spazzatura per l’indifferenziato e dunque non compostabili. Nel 2023 è stimato che il 6,4% della frazione raccolta fosse un ‘corpo estraneo’. In questi casi, una volta in impianto la materia va riseparata: la criticità non è solo ambientale, ma fa anche alzare i costi.
Ma il nodo principale è quello degli impianti, sia sotto il profilo della quantità, è ovvio, ma anche e soprattutto sotto quello della qualità e dell’efficienza che portano a prezzi più competitivi.
Il tutto in un mercato che dopo il periodo pandemico ha iniziato ad andare a passo di gambero, con crolli che fra il 2021 e il 2024-2024 hanno raggiunto i 70 euro in meno a tonnellata: da 130 a 60 euro. Non ovunque è successo in tali proporzioni, sta di fatto che questo andamento al ribasso certo mette all’angolo dell’economicità molti impianti, frenando lo slancio di quanti in condizioni differenti avrebbero magari ambito a crearne di nuovi.
Le sfide europee
Prezzi in calo, impianti pochi e spesso meno performanti di quanto dovrebbero, investimenti in stallo: in questo contesto, come affrontare le sfide che l’Europa si è data rispetto agli obiettivi 2035, specialmente in una regione che come la Toscana già adesso è grande esportatrice di materia umida da trattare?
Il dilemma non è di facile soluzione, e sarebbe errato pensare che capacità di gestione e trattamento del rifiuto organico rappresentino tutto sommato una questione residuale. La frazione umida, infatti, è oltre un terzo del peso totale dei rifiuti urbani (RU). Il tallone d’Achille che fa inciampare nella marcia verso gli obiettivi europei è quello che ne è dopo il conferimento.
E sì che scarti di cibo e verde - vocati come sono alla produzione di combustibile rinnovabile più in generale al recupero di materia - sono merce preziosa per centrare gli obiettivi europei che entro il 2035 alzano l’asticella del riciclo dei RU al 65% come minimo, comprimendo lo smaltimento in discarica a un massimo del 10%.
Non solo perché, come sottolinea il Position Paper firmato Laboratorio REF Ricerche, gli impianti che trattano rifiuti organici “possono contribuire alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti”. La frazione umida può insomma essere l’asso nella manica nel raggiungimento degli obiettivi Ue. Tutto sta a calarlo, quell’asso.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI















