Attualità Martedì 20 Gennaio 2026 ore 09:10
Lupi all'assalto e tra gli allevatori monta l'allarme

"Per le imprese la situazione è al collasso", denuncia Federagripesca che accende i riflettori su quella che ormai è una presenza stabile e diffusa
TOSCANA — Sempre più lupi. Sempre più vicini. Sempre più voraci. Monta l'allarme tra gli allevatori toscani che accendono i riflettori su una presenza non più sporadica, ma definita stabile e diffusa: “In Toscana - afferma Fedagripesca Toscana, la Federazione di Confcooperative Toscana - i danni provocati dai lupi alle aziende agricole e zootecniche sono ormai rilevanti e sempre più difficili da sostenere. Per le imprese agricole la situazione è ormai al collasso”.
Gli avvistamenti si moltiplicano da Arezzo alla provincia di Firenze, dal Pisano alla Valdicornia e la costa livornese, per non dire della Maremma: “È una situazione che denunciamo da tempo – prosegue l’associazione – e che oggi assume contorni ancora più preoccupanti, anche alla luce dei ripetuti avvistamenti del lupo in prossimità dei centri abitati e delle attività produttive”.
“Non si tratta più di episodi sporadici – sottolinea Fedagripesca Toscana – ma di una presenza stabile e sempre più diffusa, che testimonia un’alterazione evidente delle abitudini biologiche naturali del lupo, ormai lontano dagli habitat boschivi e montani che dovrebbero caratterizzarne la presenza”.
“Quando un animale selvatico arriva fino alle aziende, alle case e alle aree urbanizzate – evidenzia l’associazione – significa che l’equilibrio si è rotto. Le interazioni tra uomo e fauna selvatica sono sempre sbagliate e producono conseguenze gravi sia sul piano economico sia su quello della sicurezza”.
“Gli imprenditori agricoli e zootecnici vivono una condizione di crescente esasperazione – prosegue Fedagripesca Toscana – perché alle perdite economiche si sommano l’incertezza, la difficoltà di lavorare serenamente e l’assenza di strumenti di gestione realmente efficaci”.
“La tutela della fauna selvatica resta un valore – ribadisce l’associazione – ma non può prescindere da politiche di monitoraggio, gestione e controllo adeguate all’attuale consistenza della specie e al contesto territoriale”.
“Non si tratta di essere contro il lupo – conclude Fedagripesca Toscana – ma di ristabilire un equilibrio sostenibile. Gli animali selvatici devono restare nei loro ambienti naturali: quando la loro presenza diventa incompatibile con le attività umane significa che il sistema di gestione va ripensato con urgenza”.
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