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Attualità mercoledì 23 luglio 2014 ore 13:46

Tutti contro la Dogana all'Osmannoro

La Cgil ha raccolto gli appelli di decine di aziende che ritengono inidonea la nuova sede e proposto un'alternativa: un ufficio di area vasta a Prato



FIRENZE — Dal sindacato a Confindustria, dagli esercizi commerciali titolari dei monopoli di Stato alle imprese della moda a quelle che fanno dell'import/export il loro core business.

E' un fronte ampio e variegato quello che si oppone al trasferimento dell'ufficio provinciale di Firenze dell'Agenzia delle Dogane dalla sede di via Panciatichi a quella di via S. Croce all'Osmannoro.

I sindacati puntano il dito contro l'inadeguatezza della nuova struttura, spesso soggetta ad allagamenti, e al rischio sanitario per i dipendenti dovuto alla posizione della palazzina che si trova proprio all'interno del "raggio di azione" delle polveri che verranno espulse dal futuro termovalorizzatore di Case Passerini. Non solo. I cantieri per l'ampliamento dell'aeroporto di Peretola, della realizzazione della terza corsia dell'autostrada A11 e quello per la costruzione dell'inceneritore provocheranno un caos di traffico nella zona, rendendo pressoché impossibile il lavoro degli agenti della Dogana. A questo si aggiunge poi un problema di stoccaggio merci, che nella nuova sede sarebbe impossibile, visto che al momento la destinazione d'uso dei locali della palazzina di via S. Croce è a "garage" per sei automobili.

Ai dubbi della Cgil si aggiungono poi quelli delle aziende che si servono dell'agenzia delle dogane per i controlli sulle merci e per ottenere i nulla osta all'ingresso o all'esportazione dei prodotti. Dalla Selex Elsag alla Nuovo Pignone, tutte le principali aziende si sono opposte al trasferimento per ragioni logistiche, e lo stesso discorso vale per i 15 mila esercizi commerciali titolari di monopoli di Stato, che devono servirsi degli uffici della Dogana per il pagamento delle accise.

Non da ultima l'opposizione della Guardia Forestale, che sulle merci sensibili effettua controlli doganali per verificare ed eventualmente sequestrare quelle che contengono parti di animali o vegetali protetti dalla convenzione di Washington. 

Per tutti questi motivi la Cgil ha proposto un'alternativa, già sposata anche da Confindustria Prato e da molte delle aziende critiche con la soluzione Osmannoro: potenziare la sede di Prato per creare una struttura unica che serva l'area metropolitana fiorentina, rafforzando contemporaneamente il presidio che già c'è all'aeroporto di Peretola e che oggi conta 15 dipendenti. 

In ogni caso, per il momento l'amministrazione delle Dogane, sembra intenzionata a procedere con il trasferimento che ufficialmente risponde a ragioni di spending review. Trasferimento inizialmente previsto per il 1 agosto, ma che è stato spostato al 31 ottobre visto che la struttura al momento non è pronta.
Su tutto quanto però pende un ricorso effettuato dai dipendenti al Tar della Toscana, che dovrebbe pronunciarsi entro il 15 settembre e potrebbe bloccare il trasferimento.



 


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Servizio di Tommaso Tafi

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