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Politica Venerdì 07 Agosto 2026 ore 10:01

L'assessore regionale boccia l'ossicombustore

L'assessore regionale David Barontini

Barontini, "Guardo con forte perplessità al progetto di Peccioli, la cautela non rappresenta un freno all’innovazione, ma un dovere istituzionale”



FIRENZE — "La gestione dei rifiuti rappresenta una delle principali sfide ambientali dei prossimi anni e richiede scelte coerenti con la transizione verso un modello di economia circolare. Come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto che la priorità debba essere la prevenzione della produzione dei rifiuti, il riuso, il riciclo e il recupero di materia. Per questo guardo con forte perplessità al progetto dell’ossicombustore di Peccioli”. È quanto ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente David Barontini.

La questione, secondo l'assessore, non riguarda il rispetto del procedimento autorizzativo, che segue il percorso previsto dalla normativa, "ma la responsabilità politica di valutare se un impianto di questa natura sia coerente con il modello di gestione dei rifiuti che la Toscana intende costruire nei prossimi decenni. Autorizzare questa infrastruttura - ha aggiunto - significa infatti orientare per molti anni sia il sistema impiantistico regionale che le scelte relative all'economiacCircolare”.

Il progetto prevede il trattamento fino a 177 mila tonnellate annue di rifiuti solidi e 75 mila tonnellate di percolato attraverso una tecnologia innovativa di ossidazione termica senza fiamma. "Pur riconoscendo il lavoro svolto nell’ambito dell’istruttoria tecnica, ritengo - ha sottolineato Barontini - che permangano rilevanti elementi di prudenza, perché si tratta di una tecnologia che non presenta alcun consolidato storico di esercizio su analoghe scale industriali nel trattamento dei rifiuti urbani residui. Quando una scelta è destinata a incidere sulla pianificazione regionale per decenni, la cautela non rappresenta un freno all’innovazione, ma un dovere istituzionale”.

Proprio ieri l'assessore ha annunciato la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale di concertazione sull’economia circolare, composto da 15 rappresentanti tra cui ARPAT, ARRR, Università ed enti di ricerca, gestori del servizio rifiuti, associazioni ambientaliste, di categoria, del terzo settore operanti nell’ambito dell’Economia Circolare, consorzi di filiera, sistema camerale e associazioni rappresentative degli enti locali. "Il compito di questo organismo - ha spiegato Barontini - sarà quello di costruire, attraverso il confronto tra tutte le competenze coinvolte, una strategia condivisa per rafforzare le politiche regionali di riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata di qualità, riuso, riciclo e recupero di materia, in coerenza con gli indirizzi del programma di governo regionale”.

E proprio all’interno di questo percorso devono essere valutate anche le grandi scelte impiantistiche. "Prima di orientare il sistema regionale verso una particolare tecnologia innovativa, ma ancora non pienamente consolidata, è opportuno valutare fino a che punto siano state sviluppate e valorizzate le potenzialità offerte dalla prevenzione, dalla tariffazione puntuale, dal miglioramento della qualità della raccolta differenziata, dal recupero delle materie prime seconde e dall'innovazione nei processi di riciclo. Anche il Piano industriale, approvato dall’assemblea dei soci di RetiAmbiente, individua come priorità il rafforzamento dell’autosufficienza impiantistica attraverso il trattamento delle principali frazioni della raccolta differenziata, il recupero di materia e la riduzione del ricorso alla discarica. Ritengo - ha ribadito - che questa impostazione debba essere ulteriormente rafforzata, privilegiando gli investimenti nelle filiere del riciclo e del recupero di materia, evitando di vincolare il sistema regionale a tecnologie che non hanno ancora una effettiva maturità industriale.

Il futuro della Toscana, nella prospettiva dell'assessore, non può essere solo quello di ricorrere a nuove forme di trattamento del rifiuto residuo, ma di ridurre progressivamente la quantità stessa di rifiuti residui. "Questa è la direzione indicata dall’Unione europea e la visione che il Movimento 5 Stelle sostiene da sempre. Questa è la direzione scelta nel programma di governo regionale della XII Legislatura 2025-2030 ed è l’impegno che intendo portare avanti come assessore regionale all’ambiente”, ha concluso.


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