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Attualità Lunedì 21 Settembre 2026 ore 11:25
Umidità nelle case di 556mila toscani

Le famiglie che vivono in abitazioni non del tutto salubri sono 253mila, e ad esse si aggiungono gli alloggi bui, danneggiati o rumorosi
TOSCANA — Sono 556mila i toscani che vivono in case con problemi di umidità, per un equivalente di circa 253mila nuclei familiari che rappresenta una quota del 15% circa, molto ma inferiore comunque alla media italiana del 16,3%.
I dati emergono dall’analisi realizzata da Saint-Gobain Italia su base dati Istat, in cui si sottolinea tra l'altro il risvolto sulla salute: "Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 13% delle asme croniche infantili nei Paesi industrializzati è correlato a un eccesso di umidità negli edifici".
E non solo: all’umidità si aggiungono altri fattori di rischio, come le case con strutture danneggiate (10,5%, 174mila famiglie, sotto la media nazionale del 12%), quelle con scarsa luminosità (9%, 149mila famiglie) e le abitazioni esposte a rumore nella zona di residenza (10,3%, 171mila famiglie).
Quanto e dove
Sull’umidità domestica la Toscana occupa il 12° posto nazionale con il 15%. Al vertice della classifica si trovano Sardegna (25,7%), Friuli-Venezia Giulia (21%) e Abruzzo (21%); all’estremo opposto Campania (11%), Umbria (13%) e Puglia (13,5%).
Sulle strutture danneggiate la regione è al 13° posto (10,5%), lontana dai valori di Provincia di Bolzano (19,3%), Sardegna (16%), Abruzzo (15,4%). Sulla scarsa luminosità la Toscana è al 9° posto (9%), contro il 9,6% della media nazionale e i valori di Provincia di Bolzano (19%), Friuli-Venezia Giulia (15,5%).
Diverso il quadro del rumore nella zona di residenza: la Toscana si posiziona all'8° posto con il 10,3%, sotto la media nazionale dell’11,7%, lontana dai valori di Campania (18%), Puglia (15%) e Lazio (15%). "Tre mappe diverse, un unico dato di fondo: la qualità dell’involucro edilizio incide direttamente sulla vita domestica delle famiglie toscane sotto forma di umidità, comfort acustico e qualità degli ambienti interni", sottolinea Saint-Gobain.
Chi: età e genere
Quali sono le famiglie più esposte? A livello nazionale, l’umidità risulta più diffusa nelle case delle famiglie più giovani. Nelle famiglie con principale percettore di reddito fino a 35 anni, la quota sale al 18%, quasi due punti sopra la media nazionale.
Una traiettoria opposta si osserva per le strutture danneggiate: la quota cresce con l’età del percettore, dal 10% nelle famiglie 35-44 anni al 13% nelle famiglie con percettore over 65. È il profilo del patrimonio edilizio non manutenuto.
Sul piano del genere, le famiglie con principale percettore donna risultano più esposte su tutti i fronti: 17% sull’umidità contro il 16% degli uomini, 10,4% sulla scarsa luminosità contro il 9%, 12,3% sulle strutture danneggiate contro l’11,6%. Dati aggregati su base nazionale.
"Un'urgenza concreta"
“I dati raccontano un’urgenza concreta, vissuta dentro le case di migliaia di toscani. La salubrità abitativa è oggi uno dei terreni su cui si misura la qualità del costruito", ha commentato Gaetano Terrasini, amministratore delegato di Saint-Gobain Italia.
"Nel tempo - prosegue - l’edilizia ha iniziato a guardare alle prestazioni energetiche come indicatore principale di qualità. Oggi però il comfort abitativo e il benessere indoor devono essere considerati altrettanto decisivi: parlano alla salute e alla qualità della vita".
L'umidità in casa non è un fenomeno ineluttabile, ma "nasce dall'incontro tra condizioni ambientali e caratteristiche dell'edificio: ponti termici nelle pareti perimetrali, ventilazione insufficiente, isolamenti datati, infiltrazioni dall'esterno". Le buone pratiche di gestione quotidiana hanno un loro peso: aerare gli ambienti più volte al giorno, evitare l'eccessiva condensazione di vapore in cucina e in bagno, tenere sotto controllo gli impianti di riscaldamento sono condotte che contengono il problema, ma non lo risolvono se l'involucro è inefficiente.
"Ignorare l'umidità in casa, oltre a deteriorare la qualità della vita, comporta rischi concreti: degrado strutturale delle pareti, formazione di muffe, peggioramento dell'aria interna, con effetti che la letteratura sanitaria internazionale ha ormai documentato. Quando le condizioni dell'edificio chiedono un intervento più strutturale - spiegano gli esperti - esistono soluzioni costruttive in grado di agire in modo mirato. Tra queste, il cartongesso e i sistemi a secco offrono un approccio versatile: esistono ad esempio tecnologie capaci di assorbire e neutralizzare fino all’84% della formaldeide presente nell'aria degli ambienti chiusi. Inoltre, gli elementi di chiusura del sistema (ad esempio l’abbinamento lastra in cartongesso con tecnologia di assorbimento della formaldeide e un’idropittura specifica per cartongesso) svolgono un ruolo attivo nel purificare l’aria nel corso del tempo, riducendo la concentrazione di formaldeide e permettendo di vivere spazi sempre più salubri".
Un’altra soluzione utile a limitare i danni da umidità in casa è utilizzare un intonaco deumidificante in grado di risanare tutte le tipologie di murature danneggiate. Esistono soluzioni diversificate, valide sia per esterni sia per interni, formulate con leganti cementizi o a base di calce idraulica naturale.
Si tratta di interventi leggeri, rapidi da posare e coerenti con un’edilizia a minore impatto ambientale, compatibili con la ristrutturazione del patrimonio esistente e in grado di ridurre le emissioni di CO2 lungo il ciclo di vita del costruito e i consumi energetici per riscaldare e raffrescare gli ambienti.
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