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giovedì 29 settembre 2022

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La scomparsa dei revisori dei conti

di - lunedì 08 agosto 2022 ore 08:00

Le inchieste del Maresciallo Cometa.

Una parodia estiva.

Quella sera, il Maresciallo Cometa era andato al cinema. Raccontava che visionare un film da soli è un privilegio che appartiene solo a pochi, e pochi sono coloro che sanno gustare il piacere di vedere un film senza nessuno accanto che gli parli, o che sgranocchi rumorosamente i popcorn. "Del resto, hai mai visto due persone leggere lo stesso libro nello stesso momento?” chiedeva a coloro che gli domandavano il motivo di quella scelta solitaria.

Rientrando a casa sul tavolo della cucina l'aspettava un piatto di carne in gelatina, pomodori e cipolle. Mentre si versava in un bicchiere di cristallo, la sua Lager chiara preferita, squillò il telefono. Lo lasciò squillare a lungo finché smise. Gli interessava di più gustarsi la birra a bassa fermentazione che si era versato. "Quello che conta è la prima sorsata di birra" soleva dire o pensare tutte le volte che la schiuma fine e compatta gli si aderiva ai baffi color sale e pepe. Aveva continuato ad essere fedele al gusto di quel “pane liquido” anche dopo che i proprietari decisero di vendere il marchio e la ricetta a una famosa multinazionale olandese.

Dopo aver finito la prima sorsata, ma prima di iniziare ad affondare la forchetta nel piatto, richiamò il chiamante. Il militare di servizio lo informò che erano giunte in caserma due signore che volevano denunciare la scomparsa dei rispettivi mariti.

L'appuntato ci tenne a precisare che le due donne erano arrivate, una dopo l'altra, e non si conoscevano fra loro.

Il Maresciallo Cometa lasciò il pasto freddo sul tavolo ma si portò la bottiglia di birra, che finì di sorseggiare scendendo le scale.

Entrando trovò la sala d'aspetto con numerose persone. In caserma, nel frattempo si erano precipitati, genitori, suoceri, cognati e figli degli "scomparsi".

Il Maresciallo Cometa chiese al piantone di fare accomodare nel suo ufficio la prima moglie che era giunta in caserma, e di prendere in archivio la pratica dei "Fenomeni degli allontanamenti ingiustificati."

Naturalmente al seguito della donna s’incolonnò tutta la famiglia. L’Appuntato Meteora, sopraggiunto per coadiuvare il Maresciallo, spiegò che ad entrare doveva essere solo una persona, in modo da non creare confusione ed essere più chiari nell'esporre i fatti.

"Signora Pistoni, mi dica", domandò il Maresciallo alla donna. "Che le devo dire Maresciallo, sono disperata non è nel comportamento di mio marito".

Si tranquillizzi e mi racconti da quanto tempo non ha notizie di suo marito", disse il Maresciallo senza pur tuttavia calmarla.

"Stamattina è uscito di casa per andare a lavorare. Alle cinque visto che non era ancora rientrato ho telefonato a un suo collega che mi ha detto che non si era presentato in ufficio. È un impiegato delle Acque territoriali. Non ho altre notizie da riferire, siamo una famiglia unita, non abbiamo alcun problema".

"Mi scusi, torni in sala d'aspetto, vorrei sentire l'altra signora", rispose il Maresciallo.

"Signora Nelli, mi dica", disse il Maresciallo, non appena la donna si fu seduta.

"Che le devo dire Maresciallo, sono disperata, non è nel comportamento di mio marito." Iniziò la donna recitando lo stesso copione.

"Si tranquillizzi e mi racconti, da quanto tempo non ha notizie di suo marito?" ripeté pari pari il Maresciallo.

"Stamattina è uscito di casa per andare a lavorare, ha un negozio nel centro storico. I vicini mi hanno detto che lo avevano visto tirare su la saracinesca ma dopo un'ora si sono accorti che aveva chiuso. Non ho altre notizie da riferire. Siamo una famiglia unita, non abbiamo alcun problema."

Il Maresciallo chiamò l'Appuntato Meteora. "Mi accompagni qui nuovamente la Signora Pistoni, voglio provare a fare una intervista con risposte doppie."

"Allora ditemi secondo voi il Pistoni e il Nelli si conoscevano?", domandò Cometa.

"Noi ci siamo conosciuti in sala d'aspetto, qui in caserma. Mai incontrati prima", precisò la Signora Pistoni.

"Ma i vostri mariti si conoscevano?" Richiese il Maresciallo.

"Conosco tutti gli amici di mio marito, è quello che si può dire un uomo tranquillo, pensi che ha fatto il militare nell'Arma dei Carabinieri", rispose la signora Pistoni.

"Anche mio marito ha fatto il militare nell'Arma dei Carabinieri, nell'armadio ha sempre appesa la divisa e guai chi la tocca." ci tenne a precisare la Signora Nelli.

“Vedete abbiamo già trovato un punto di contatto. Vediamo adesso di capire se i due allontanamenti, chiamiamoli così, ingiustificati, hanno ulteriori punti di unione. In questi casi se il mistero non lo risolviamo noi entro tre giorni, l'alternativa è la Sciarelli”, precisò il Maresciallo.

La Signora Pistoni intervenne per prima. "Maresciallo non le so spiegare il perché di tutto questo. Mi torna in mente un episodio. Una sera, mio marito era uscito, ma aveva lasciato il telefono in casa. Squillò e io risposi. Un uomo, senza presentarsi, con voce gutturale e accento meridionale lasciò, un messaggio per mio marito". Esattamente disse: "riferisca che domani sera in associazione abbiamo una riunione del consiglio , vi sono da nominare i revisori dei conti e abbiamo deciso che lui farà parte di quel collegio", subito dopo chiuse la conversazione. Non aspettò nemmeno che gli chiedessi il nome. Al rientro mio marito mi rispose che avrebbe accettato l’incarico e aggiunse: "Spero di essere all'altezza". Maresciallo da quella sera mio marito non è stato più lui, divenne nervoso e irascibile. Gli chiesi se aveva qualche problema sul lavoro. Mi rispose di no, ma aggiunse: "i conti non tornano". Immediatamente intervenne la Signora Nelli.

"Ora che ricordo, mio marito mi disse che era stato nominato contabile, o forse colui che doveva verificare dei registri di un'Associazione senza fini di lucro. Non mi sembrò nervoso, ma da quel giorno, nel tempo libero smise di andare in bicicletta, e rimaneva in casa a visionare quel faldone arancione che si portava sempre dietro." Poi, esclamando con stupore come se avesse realizzato la cosa solo in quel momento, domandò:

"Allora anche lui era un revisore dei conti?"

Il Maresciallo Cometa tagliò il discorso concludendo.

"Vedete sono già due punti di contatto. Molto probabilmente l'Associazione è la stessa. Vediamo prima di individuarla e così poi sarà più facile intuire il perché di tutto l'accaduto. Bene, le formalità le abbiamo sbrigate, la denuncia è stata spedita, le ricerche sono ormai diramate in tutti i paesi Schengen. Domani mattina di buon ora verranno due cinofili per vedere se individuano delle tracce molecolari." E così dicendo congedò le denuncianti e tutti i familiari al seguito.

Il Maresciallo Cometa, rimasto da solo, si mise a riflettere su cosa fosse passato dalla mente di questi due uomini per decidere di allontanarsi e scomparire, senza lasciare detto nulla alle famiglie.

Due vite parallele, apparentemente tranquille, senza grosse problematiche, legati solo dal servizio militare prestato nella stessa Arma, e da una infausta decisione di accettare una nomina sociale.

Nati e cresciuti nella stessa città, non si erano mai incontrati prima. Ecco che una sera ricevono la stessa telefonata, come un evento traumatico che compromette il loro quotidiano. Le scelte si fanno in pochi secondi, e si scontano per il tempo restante.

Il Maresciallo Cometa ritornò in casa finendo quel piatto freddo che le piaceva tanto: carne in scatola, pomodoro e cipolle con abbondante olio. Nelle serie televisive tratte da storie romanzate, l'investigatore, soprattutto quello che parla il siciliano con accento laziale, mangia sempre sarde a beccafico o caponata, spesso stando seduto in una comodissima trattoria, servito sia dal cuoco che gli chiede con apprensione se il piatto è di suo gradimento, e dalla moglie del cuoco che lo coccola come un figlio che non vede da parecchi mesi. Nella realtà le storie sono molto diverse.

La mattina seguente la relazione del conduttore che coordinava le unità cinofili, fu chiara. I cani avevano concluso le loro ricerche al binario due dello scalo ferroviario. Di li chiunque sarebbe potuto partire sia a est che a ovest.

I giorni successivi il Maresciallo Cometa li passò interrogando i consiglieri dell'Associazione. Dal più anonimo, al Presidente. Tutti confermarono che le nomine erano avvenute con regolare verbale. Il Vicepresidente aggiunse, che il consiglio aveva interesse a presentare all'Assemblea dei soci una relazione completa, e il più possibile veritiera. In pratica anche se le annotazioni nel registro, erano state fatte in modo confuso, a loro gli si chiedeva una relazione chiara e precisa delle entrate e delle uscite.

Nel contesto, aggiunse il Vicepresidente, ai due revisori pervenne un messaggio anonimo: “Vedete di far approvare il bilancio Al resto ci penso io, ok?" “Maresciallo ho suggerito loro di dimettersi, ma loro non hanno accettato l'invito. Asserivano di voler portare l'incarico sino al suo compimento”, rivelò il Vicepresidente.

Il Maresciallo non sembrava soddisfatto del lavoro svolto, chiamò l'Appuntato Meteora dicendogli di verificare, presso lo scalo aereo, l'elenco di tutti i viaggiatori in partenza il giorno della scomparsa dei due uomini.

L'Appuntato Meteora ritornò dall'aeroporto nel tardo pomeriggio. Aveva buone notizie sia il Pistoni che il Nelli si erano imbarcati su un volo low cost per Palermo, e da lì avevano preso un secondo volo per Lampedusa.

Furono delegati i Carabinieri di quell'isola che verificarono gli alloggiati che avevano versato l'imposta di soggiorno comunale. Per dire la verità la lista di coloro che avevano pagato era corta, e fu facile rintracciare i due fuggitivi in un hotel dal nome vagamente orientale “O scia’ ”. I Carabinieri di Lampedusa circondarono il bungalow, stettero fermi e muti per ascoltare le voci dall’interno. Nulla veniva fuori, pertanto decisero di fare irruzione trovandoli seduti immersi in un mare di fogli, intenti a far collimare le entrate con le uscite.

Come i due famosi magistrati che si chiusero nell'isola dell'Asinara per buttare giù il primo rapporto che assestò un duro colpo a Cosa Nostra, anche Pistoni e Nelli hanno deciso di rifugiarsi in se stessi, si sono volutamente esclusi dal mondo per dedicarsi esclusivamente allo studio del rendiconto finanziario dell'Associazione, e hanno raggiunto un isola per isolarsi. I Carabinieri in tenuta d’assalto rimasero interdetti, nessun rapimento, nessun pericolo per i due uomini, solo un tentativo di immergersi nei conti per farli tornare, in solitudine in un isola non tanto deserta visto il via vai che c'è lì.

I due revisori più che sorpresi, si dichiararono infastiditi da quella invasione di uomini in divisa che li avevano momentaneamente distratti dal loro lavoro che come hanno affermato "ormai era quasi concluso". Erano pronti per rientrare e depositare la relazione appena in tempo alla data fissata per l’assemblea che doveva approvarla.

Alle sei del mattino del giorno successivo squillò il telefono, un ispettore di polizia di frontiera aerea voleva parlare con il capo ufficio. Gli passarono il Maresciallo Cometa. L'ispettore disse che su un volo in atterraggio vi erano due soggetti inseriti nelle ricerche come persone scomparse. "Devo redigere un verbale? Li devo trattenere? Li venite a prendere? Cosa devo fare? “ chiese il poliziotto. "Nulla di tutto questo, gli dica solo di telefonare alle mogli e di tranquillizzarle, e al loro rientro in città di presentarsi immediatamente nel mio ufficio”, rispose il Maresciallo Cometa. Infine il Maresciallo Cometa pensò che forse sarebbe stato necessario emanare una legge, che punisce l'eccesso di zelo nel lavoro. Soprattutto quando diventa una mania ossessiva, che procura danni ad altre persone. Con qualche sanzione, pur blanda, come per gli schiamazzi notturni nei centri storici nelle serate di apertura dei negozi. Poi rifletté su se stesso, e sorrise, ben sicuro che lui non avrebbe mai infranto quella norma.

Nicolò Stella

N. B. Fatti, persone e circostanze descritti, individuati e/o individuabili sono puramente casuali.


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