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Attualità mercoledì 17 marzo 2021 ore 17:05

Varianti Covid, due metri di distanza, in quarantena anche i vaccinati

Persone con la mascherina - foto di repertorio
Persone con la mascherina - foto di repertorio

Inail e Istituto superiore di sanità hanno aggiornato le misure per fronteggiare le varianti del SarsCov2. Dopo l'infezione, immunità per 5 mesi



ROMA — La diffusione delle varianti del SarsCov2, alcune delle quali, come quella inglese, sono sicuramente più contagiose, hanno indotto i vertici delle autorità sanitarie italiane ad aggiornare le misure farmacologiche, di prevenzione e di controllo del Covid-19. Ecco qui sotto una sintesi del documento predisposto dall'Istituto superiore di Sanità con l'Inail.

L'IMMUNITA' DOPO L'INFEZIONE DURA 5 MESI

Dopo aver contratto il coronavirus, una persona resta protetta contro nuove infezioni per circa 5 mesi. 

Eventuali vaccinazioni contro il Covid devono essere effettuate da 3 a 6 mesi dopo la malattia, con la somministrazione di una sola dose dei vaccini che prevedono il richiamo (Pfizer, Moderna, AstraZeneca). 

Trascorsi sei mesi dall'infezione, il guarito dal Covid deve vaccinarsi come chi non l'ha mai contratto. 

Le persone che soffrono di immunodeficienza devono fare la vaccinazione completa, il prima possibile.

VACCINATI E IN QUARANTENA

Una persona vaccinata contro il Covid, sia che abbia ricevuto una sola dose o anche il richiamo, in caso di contatto stretto con un positivo al Covid deve seguire le stesse regole di una persona non vaccinata: ovvero deve restare in isolamento per almeno 14 giorni senza sintomi oppure per 10 e poi sottoporsi a un tampone molecolare: se viene negativo, la quarantena termina.

I contatti stretti di una persona affetta da Covid-19 possono essere vaccinati ma dopo aver osservato la quarantena di 10 o 14 giorni come descritto qui sopra.

CHI SI VACCINA PUO' AMMALARSI DI COVID LO STESSO

Nessun vaccino è efficace al 100% e comunque la risposta immunitaria, dopo la vaccinazione, varia da persona a persona. Quindi anche le persone vaccinate si possono ammalare di Covid ma la patologia si manifesta in forme molto meno gravi. Secondo uno studio condotto su 6.600 sanitari vaccinati in Gran Bretagna, il vaccino riduce la probabilità di ammalarsi di Covid dell'83%. 

L'evidenza di questi dati è riportata nelle nostre cronache quotidiane: molti anziani ospiti delle residenze sanitarie assistite toscane si sono ammalati di Covid dopo il vaccino ma, a parte rarissimi casi, la maggior parte ha manifestato sintomi lievi o è rimasto asintomatico. Le stragi da Covid nelle case di riposo non si sono più verificate.

DISTANZIAMENTO, MEGLIO DUE METRI

Non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino la necessità di un incremento della distanza di sicurezza a seguito della comparsa delle nuove varianti virali ma gli esperti dell'Inail e dell'Iss ritengono che sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a due metri, laddove possibile, soprattutto nelle situazioni in cui viene rimossa la mascherina come, ad esempio, in occasione del consumo di cibo e bevande, quindi al ristorante o al bar. 

La distanza minima di sicurezza resta un metro.

TEST DIAGNOSTICI ACCHIAPPA-VARIANTI

Dopo l'avvento delle varianti del SarsCov2, i test per la diagnosi del Covid-19 devono essere multi-target ovvero devono essere in grado di rilevare non solo il gene Spike (la proteina che consente al virus di agganciarsi alle cellule dell'uomo) ma più geni del virus. Altrimenti, nel caso di infezioni da varianti in cui è mutata proprio la proteina Spike, i vecchi test danno esito negativo anche se la persona ha contratto la malattia. Proprio l'eventualità da scongiurare.

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