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lunedì 26 agosto 2019

Attualità martedì 20 giugno 2017 ore 11:45

Francesco a Barbiana, la Chiesa omaggia don Milani

Foto Centro Televisivo Vaticano

Campane a festa nel giorno storico della visita del Pontefice nel borgo dove operò il 'prete scomodo'. "Un modo esemplare di servire il Vangelo"



VICCHIO — Il Pontefice è atterrato nel borgo di don Lorenzo Milani in orario perfetto, intorno alle 11.15. Subito, poi si è recato in preghiera sulla tomba di don Lorenzo Milani, di cui quest'anno ricorre il 50mo anniversario della morte. Protocollo rigidissimo e misure di sicurezza straordinarie. All'area di visita del Papa sono stati ammessi solo coloro che erano muniti di pass. Giornalisti in sala stampa a Vicchio e cittadini in chiesa per assistere alla visita sul maxi schermo. 

Dopo la preghiera, il Papa è stato accolto, nel piazzale davanti alla chiesa, dai discepoli e dagli ex-alunni di don Lorenzo insieme ad alcuni sacerdoti e ragazzi. Un incontro preceduto dalle parole del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. Proprio lui ha invitato, qualche tempo fa, Francesco a recarsi a Barbiana. 

"Mi rallegro di incontrare qui coloro che furono a suo tempo allievi di don Milani - ha detto Bergoglio - Voi siete testimoni di come un prete abbia vissuto la sua missione, nei luoghi in cui la Chiesa lo ha chiamato, con piena fedeltà al Vangelo e proprio per questo con piena fedeltà a ciascuno di voi, che il Signore gli aveva affidato". 

"Di qui - ha detto ancora il Papa - il suo dedicarsi completamente alla scuola, con un scelta che qui a Barbiana egli attuerà in maniera ancora più radicale". "La scuola per don Lorenzo non era qualcosa di diverso dalla sua missione di prete, ma il modo concreto con cui svolgere quella missione".

Quindi la parte più intensa del suo discorso, quella in cui il Papa ha citato quanto don Milani scrisse al suo vescovo: "Se lei non mi onora oggi di un qualsiasi atto solenne, tutto il mio apostolato apparirà come un fatto privato". "Dal cardinale Silvano Piovanelli, di cara memoria, in poi - ha detto Francesco - gli arcivescovi di Firenze hanno in diverse occasioni dato questo riconoscimento a don Lorenzo. Oggi lo fa il vescovo di Roma. Ciò non cancella le amarezze che hanno accompagnato la vita di don Milani, non si tratta di cancellare la storia o di negarla, bensì di comprenderne circostanze e umanità in gioco, ma dice che la Chiesa riconosce in quella via un modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessa". 

Prima di arrivare a Barbiana, il Papa è stato a Bozzolo, paese di don Primo Mazzolari. "Due preti scomodi - ha detto il Pontefice riferendosi sia a don Milani che a don Mazzolari - ma che hanno lasciato una scia luminosa". 



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