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giovedì 20 giugno 2019

Attualità mercoledì 13 febbraio 2019 ore 16:50

La Toscana in aiuto degli allevatori

Firmato il protocollo d'intesa per rilanciare il settore ovino-caprino da latte con 2 milioni euro. La Toscana chiede di sedersi al tavolo nazionale



FIRENZE — Rilancio e potenziamento del comparto ovi-caprino da latte toscano per la promozione e sostegno a tutta la filiera. Lo prevede il protocollo d'intesa firmato oggi a Firenze e che coinvolge tutti i soggetti che fanno parte del tavolo di filiera attivato dalla Regione: organizzazioni professionali agricole, le centrali cooperative, i Consorzi di tutela delle denominazioni d'origine protetta dei formaggi e i caseifici operanti in Toscana. 

Un protocollo che mette subito sul piatto 2 milioni di euro per arginare una situazione di crisi che si è aggravata, a fine 2018, dopo le ristrutturazioni decise da alcuni importanti gruppi industriali nazionali che hanno determinato pesanti ripercussioni sugli allevatori toscani. A questo si aggiunge poi un altro milione di euro che la giunta ha recentemente deliberato per i danni da predatori.

Il rilancio del comparto ovi-caprino da latte toscano, secondo il protocollo, passa anzitutto dalla realizzazione di azioni comuni che puntano a rendere più efficienti i rapporti tra tutti i soggetti della filiera attraverso il coinvolgimento sia degli allevatori che delle aziende che si occupano della trasformazione e della commercializzazione. Ma anche da azioni di rafforzamento della presenza sui mercati nazionali ed esteri, grazie ad interventi ad hoc di promozione e informazione.

Per quanto riguarda la Regione, vengono investiti 2 milioni di euro per la promozione e per dare sostegno a tutta la filiera. Per la promozione ed il potenziamento della presenza sui mercati nazionali e soprattutto internazionali, vengono messi a disposizione 700 mila euro, con un'attenzione particolare alla promozione dei formaggi ovini a denominazione di origine protetta come il Pecorino Toscano DOP ed il Pecorino delle Balze Volterrane DOP.

Gli altri 1,3 milioni di euro saranno direttamente messi a disposizione degli allevatori per dare risposta ai loro problemi: perdita di produzione a seguito di attacchi di predatori, aiuti per l'acquisto di animali riproduttori iscritti nei libri genealogici, investimenti nelle aziende zootecniche finalizzati a una corretta gestione del pascolo, utilizzo sostenibile delle risorse e alla conservazione del paesaggio.

Inoltre la Regione si impegna a presentare alla Commissione Europea nel 2019, in occasione della proposta di modifica del PSR 2014-2020, l'integrazione di alcune misure agro-climatico-ambientali. In particolare introducendo interventi mirati al sostegno del settore ovi-caprino: per il tipo di operazione 10.1.1 "Conservazione del suolo e della sostanza organica" è prevista l'aggiunta di una linea di intervento che remuneri la coltivazione di leguminose poliennali destinate all'allevamento; per il tipo di operazione 10.1.3 "Miglioramenti di pascoli e prati-pascolo a finalità ambientali", è prevista la modifica dei criteri di ammissibilità e gli impegni previsti. Inoltre, in caso di esito positivo del negoziato con la Commissione, sono previste anche modifiche al piano finanziario del programma per garantire un'adeguata dotazione finanziaria per le operazioni indicate.

Da parte loro le Organizzazioni professionali agricole e le centrali cooperative si impegnano a realizzare tutta una serie di attività per far aderire i propri associati alle iniziative comprese nel protocollo, a organizzare incontri divulgativi e informativi rivolti alle imprese anche per far conoscere le opportunità finanziate dalla Regione, a monitorare costantemente i principali indicatori economici di filiera e comparto, a dare informazione e fornire assistenza ai propri associati sul versante della tracciabilità e delle certificazioni volontarie con particolare attenzione alle produzioni a denominazione d'origine protetta toscane.

In aggiunta a questo poi la giunta regionale ha stanziato ulteriori 500mila euro per i danni diretti (uccisione di capi di bestiame) causati dai predatori (per il 2018) e 500mila euro in due anni per la lotta al randagismo e per supportare, attraverso il lavoro di veterinari specializzati, gli allevatori nella difesa degli attacchi da predatori.

Un invito al tavolo nazionale sulla crisi del settore ovi-caprino e risposte analoghe a quanto fatto dalla Toscana a difesa di un settore che merita sostegno. E' la richiesta che il presidente della Regione Enrico Rossi ha inviato al ministro dell'agricoltura Centinaio per cercare di potenziare gli interventi adottati dalla Toscana col protocollo d'intesa firmato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, con associazioni e consorzi toscani, a difesa del comparto.

"Il nostro – ha detto Rossi - non sarà sicuramente un intervento risolutivo. Però il problema lo abbiamo affrontato cercando di sostenere il settore con questo provvedimento. Assegniamo risorse, per ora tutte regionali, per la promozione, per aiutare la commercializzazione del prodotto e per rilanciare e potenziare il settore. La tenuta idrogeologica, la cura del paesaggio, insomma l'equilibrio complessivo del territorio, devono molto alla pastorizia. La pastorizia in tanti territori rappresenta l'ultimo presidio umano e merita di essere sostenuta e non strozzata da prezzi che non ripagano neppure i costi e la fatica del lavoro".

"Abbiamo coinvolto consorzi e associazioni – ha aggiunto Rossi -. La Toscana il proprio contributo lo sta dando; ci auguriamo che altrettanto faccia il governo. Ho inviato una lettera al ministro Centinaio perché il problema non riguarda solo la Sardegna, particolarmente colpita in questa fase. Attendiamo un provvedimento analogo al nostro e auspichiamo che altrettanto possano fare altre Regioni. Parallelamente abbiamo chiesto all'Europa di rivedere il nostro piano di sviluppo rurale per potenziare le risorse da assegnare a questo settore. La Toscana vuole aiutare la pastorizia e le aziende del settore perché significano lavoro e presidio del territorio che non possiamo permetterci di perdere. E vogliamo essere invitati al tavolo nazionale dal quale ci attendiamo risposte concrete".

L'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi ha ricordato il grosso impegno del settore, che si è mosso in maniera compatta nella situazione critica che si è venuta a creare a fine 2018. "La Regione ha attivato immediatamente il tavolo di filiera del settore ovi-caprino da latte, che comprende organizzazioni professionali agricole, centrali cooperative, Consorzi di tutela delle dop dei formaggi e i caseifici: una mobilitazione che ha consentito di ricollocare a dicembre 3,2 milioni di litri di latte. Il protocollo di oggi, con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, è la riprova dell'importanza del settore. Questo percorso adesso merita continuità, perché la produzione primaria merita di essere remunerata in modo adeguato. Adesso ci attendiamo un incontro con il ministro Centinaio per affrontare un problema che riguarda varie Regioni. E vorremmo che anche la grande distribuzione organizzata si impegni, attraverso un protocollo, per dare visibilità alle produzioni toscane, con un'attenzione particolare alle denominazioni di origine protetta".



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