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venerdì 13 dicembre 2019

Attualità venerdì 28 novembre 2014 ore 19:30

In Toscana 60mila vaccinati con le dosi a rischio

Servizio di Francesco Sangermano

La procura di Siena apre un'inchiesta su Novartis, quella di Prato sulla morte di un 89enne avvenuta martedi. A Firenze spunta un altro caso sospetto



FIRENZE — Ottocentomila dosi di vaccino acquistate e distribuite in totale in tutta la Toscana, 262mila delle quali di Fluad e, tra queste, 90mila appartenenti ai lotti finiti nel mirino dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che ne ha stabilito il blocco e la sospensione della somministrazione in via cautelativa di cui due terzi (circa 60mila) che sarebbero già state somministrate.

Sono questi i numeri illustrati dall'assessore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni, che, dopo la morte da lui stesso definita "sospetta" di un 89enne di Prato, ha voluto fare il punto della situazione insieme al direttore generale dell'assessorato Valtere Giovannini, alla direttrice della Asl di Prato Simona Carli e al dirigente del settore politiche del farmaco Loredano Giorni.

Secondo quanto ricostruito, l'anziano (che aveva un quadro clinico già compromesso) è stato vaccinato nella serata di lunedì e martedì mattina, al suo risveglio, è stato trovato già agonizzante dai suoi familiari fino a spirare prim'ancora dell'arrivo dei soccorritori del 118. Soltanto ieri sera, però, il medico di famiglia (venuto a conoscenza delle denunce nelle altre parti d'Italia) ha ricollegato i due avvenimenti e dopo aver verificato che anche il vaccino da lui inietatto faceva parte di uno dei lotti in questione, ha segnalato il caso alla Asl e all'Aifa.

E se il Tirreno dà notizia di accertamenti anche su un nuovo caso che potrebbe riguardare un 84enne cardiopatico di Firenze morto 4 giorni dopo il vaccino (ma la cui moglie, sottoposta alo stesso tipo di trattamento non ha avuto alcun disturbo), per sapere con certezza se esista o meno un nesso tra il farmaco e i decessi, servirà almeno una settimana.

Intanto, però, la procura di Siena ha aperto un'inchiesta su Novartis e quella di Prato un fascicolo esplorativo e potrebbe chiedere la riesumazione della salma per eseguire l'autopsia che finora non è stata disposta ma che sarebbe l'unico mezzo per stabilire, con assoluta certezza, l'eventuale legame.

La Regione, dal canto suo, ha invece fatto sapere che attiverà un apposito numero di telefono dove raccogliere eventuali nuove segnalazioni di conseguenze, anche di lieve entità, successive alla somministrazione del farmaco.



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