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Attualità lunedì 25 dicembre 2017 ore 11:58

Nell'omelia del vescovo torna il caso Etruria

Il vescovo d'Arezzo durante la messa di Natale: "Coraggio aretini! Se ci furono errori gli organi dello Stato saranno bene in grado di provvedere"



AREZZO — Per il terzo anno consecutivo nell'omelia alla messa solenne di Natale in cattedrale ad Arezzo, il vescovo Riccardo Fontana è tornato a parlare, anche se senza citarlo esplicitamente, del caso Banca Etruria.

"Coraggio, aretini! Da tempo siamo sulla bocca di tutti nei media, non sempre in modo benevolo. Questa città merita molto di più della litania di citazioni poco onorevoli. Tocca a noi tutti, anche ai cristiani in questa notte santa, come alle altre componenti della società aretina, impegnarsi a recuperare quella dignità intrinseca che ci appartiene, proviene dalla storia ma è anche una risorsa di futuro. Se ci furono errori, gli organi dello Stato saranno bene in grado di provvedere", ha detto il vescovo di Arezzo, Riccardo Fontana, nella sua omelia nella notte di Natale.

"Coraggio aretini", ha ripetuto più volte il vescovo citando anche le "cronache che ci vengono dal mondo non certo rassicuranti". 

"Viene alla luce l'alterità tra il modo di ragionare del mondo e la logica di Dio. Fanno notizia - ha detto monsignor Fontana - le minacciose testate nucleari a cui rispondono portaerei armate fin sopra i denti. Per il recupero del consenso interno si scatena il putiferio in Terra Santa mettendo a rischio che vi ci abita, sia ebrei che musulmani. Di fronte al no compatto del consesso delle Nazioni, si minacciano ritorsioni future verso i dissenzienti per intimorire, con il rischio di innescare un pericoloso braccio di ferro". 

Infine una sollecitazione al dialogo e alla solidarietà: "Ancora troppi nostri concittadini soffrono della carenza del necessario, al di là delle dichiarazioni di maniera di chi è interessato a blandire l'opinione pubblica. I poveri non sono solo le persone che vengono da fuori".


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