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Cronaca mercoledì 01 marzo 2017 ore 18:53

Tre colpi contro il padre e ora Giacomo tace

Eseguita l'autopsia sul corpo di Raffaele Ciriello, ucciso dal figlio diciottenne. Il ragazzo non ha risposto al gip e aspetta un pacco con 32 libri



AREZZO — Giaocomo  Ciriello ha deciso di non pronunciare una parola davanti al giudice per le indagini preliminari che lo ha incontrato in carcere e che poi, preso atto del suo silenzio, ha convalidato il suo arresto per l'omicidio premeditato del padre, aggravato dal vincolo di parentela e dai futili motivi. Il delitto è avvenuto la notte fra domenica e lunedì a Lucignano, nell'abitazione della vittima. Raffaele Ciriello aveva 51 anni e faceva il fabbro. Il figlio non gli aveva mai perdonato la separazione della madre.

Giacomo ha sparato a bruciapelo contro il padre tre colpi, il primo andato a vuoto (forse una prova), il secondo allo zigomo (fatale) e il terzo al braccio.

L'autopsia è stata eseguita nel pomeriggio dall'équipe di medicina legale di Siena.

L'avvocato difensore di Giacomo lo ha descritto come un ragazzo molto chiuso che però si è preoccupato di farsi recapitare in carcere un pacco contenente 32 libri, ordinati prima dell'omicidio. Il corriere glielo consegnerà in carcere.

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