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Cronaca mercoledì 04 gennaio 2017 ore 13:35

L'ospite della cooperativa che palpeggiò una donna

Il ragazzo che ha commesso il fatto è del Bangladesh ed è in costudia da Pangea. La cooperativa ha chiestoscusa alla comunità e alla signora



ASCIANO — I fatti risalgono allo scorso 27 dicembre 2016, quando una signora di 67 anni residente a Montepulciano si trovava, intorno alle 18,30, nel paese delle crete nei pressi della stazione. Qui un ragazzo di 31 anni, originario del Bangladesh le ha messo le mani addosso e l'ha palpeggiata. La donna ha deciso di denunciare il gesto ai carabinieri di Montepulciano. I carabinieri stanno indagando sul fatto, mentre l'anziana ha riconosciuto l’uomo che l’ha palpeggiata.

Il ragazzo che ha commesso il fatto è in carico alla cooperativa sociale Pangea, ente gestore dei servizi di accoglienza rivolti ai cittadini richiedenti protezione internazionale. A tal proposito la cooperativa aveva già segnalato agli enti preposti la particolare situazione di disagio del giovane e ha espresso profondo dispiacere per quanto accaduto: “Ci sentiamo - hanno spiegato dalla cooperativa sociale Pangea - di condividere le parole del sindaco di Asciano che afferma 'il pericolo in questo momento non sono i richiedenti asilo […], quanto piuttosto l’approssimazione con la quale vengono gestiti certi soggetti chiaramente difficili’. Anche a nostro avviso, le istituzioni preposte dimostrano frequentemente un’approssimazione nel farsi carico dei cosiddetti “casi vulnerabili”, presenti nelle nostre strutture di prima accoglienza: minori stranieri non accompagnati, persone con problemi psichiatrici o affette da dipendenze e soggetti inclini alla prostituzione e allo sfruttamento. La non presa in carico di questi soggetti chiaramente difficili da parte delle istituzioni e la mancanza di rapide ed efficaci risposte anche di fronte a patologie specifiche, è frutto dell’assenza di anni di politiche sociali rivolte ad un fenomeno come quello dell’immigrazione”.

I responsabili di Pangea hanno aggiunto: “Basta pensare che sul territorio provinciale progetti Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo) in grado di garantire percorsi maggiormente idonei agli ultimi degli ultimi, sono pressoché assenti e la situazione non pare certo essere destinata a migliorare, visto che nonostante le sollecitazioni ricevute a livello regionale, ed un bando nazionale sempre presente, nessun nuovo progetto è stato presentato negli ultimi tempi dagli enti locali della nostra Provincia”.

"I centri di accoglienza straordinaria prefettizi - hanno concluso - come nello specifico quello di Asciano, nascono per sopperire alle mancanze delle politiche sociali rivolte ai migranti e mirano prevalentemente a farsi carico del percorso di riconoscimento della protezione internazionale, avendo le professionalità sufficienti all’individuazione delle vulnerabilità".

“Da qui la necessità – prosegue Pangea - guardando al futuro, di una piena e trasparente condivisione delle responsabilità anche in considerazione del fatto che, contrariamente a quanto si possa auspicare, la richiesta di posti sul territorio è destinata a aumentare in ragione dello stato di bisogno che il fenomeno migratorio e straordinario di questi anni porta con sè sia perché le politiche di riconoscimento e rimpatrio proseguono con una tempistica assai lenta”.

Episodi come quello avvenuto ad Asciano possono essere arginati con una collaborazione tra soggetti gestori, enti locali e istituzioni preposte. A tal proposito è importante ricordare che il Comune di Asciano rappresenta un esempio di accoglienza attiva.

“In qualità di soggetto gestore ribadiamo il nostro rammarico per quanto accaduto e, ritenendoci corresponsabili con le Istituzioni preposte, chiamate a farsi carico del caso specifico del richiedente asilo responsabile dei fatti del 27 dicembre, vogliamo porgere le nostre più sentite scuse alla popolazione di Asciano, e nello specifico alla signora vittima”. – conclude Pangea


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