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Lavoro lunedì 23 marzo 2015 ore 11:48

Dipendenti della Banca d'Italia in sciopero

Nuova giornata di protesta contro la decisione di chiudere le filiali di Grosseto, Pisa e Siena. A livello nazionale le sedi a rischio sono 22



FIRENZE — La riorganizzazione degli uffici territoriali della Banca d'Italia dovrebbe arrivare a conclusione entro il 2018. Alla fine in Toscana rimarrebbero in funzione le filiali di Firenze e di Livorno mentre quella di Arezzo svolgerebbe soltanto funzioni di gestione del contante. Tagliando le sedi di Grosseto, Pisa e Siena, i posti di lavoro in discussione sono 45.

Oggi i dipendenti hanno incrociato le braccia dalle 8 alle 12 in tutte le filiali. Lo sciopero che si è svolto lunedì scorso ha registrato un'adesione dell'80 per cento dei lavoratori, con punto dell'88 a Grosseto e Livorno.

“La Fisac-Cgil non intende rassegnarsi al ridimensionamento del ruolo pubblico della Banca d’Italia - spiega Paolo Cecchi della segreteria regionale - La sua presenza diffusa sul territorio costituisce un imprescindibile riferimento per tutte le realtà economiche e finanziarie del Paese e un presidio di legalità tramite il controllo degli istituti locali e della qualità della circolazione monetaria". 

“Il vertice dell’istituto - si legge sul sito web della Fisac Cgil - deve rinunciare al pericoloso progetto di smantellamento della rete territoriale da cui discenderebbero gravi e irrimediabili ripercussioni sui servizi resi gratuitamente ai cittadini".

“Emblematico appare l’arretramento della Banca d’Italia nella gestione del contante e dei controlli sugli operatori privati di settore, sconvolti sempre più spesso da scandali impressionanti - aggiunge il sindacato - I flussi in ingresso e in uscita dalla Banca d’Italia delle banconote (anche quelle di piccolo taglio 5 e 10 euro) sono strategici per il Paese; se passasse il progetto del vertice assisteremmo, invece, a un ulteriore scadimento dell’efficacia del servizio reso. Per non parlare della sua efficienza che non sarebbe, soprattutto sotto il profilo della sicurezza, neppure valutabile”. 

"La Fisac-Cgil Toscana - conclude il sindacato - in linea con gli indirizzi individuati a livello nazionale, continuerà a svolgere iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al danno che deriverebbe alla collettività regionale da questo annunciato ed ennesimo ridimensionamento della Banca d’Italia in Toscana".


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