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Francescsco Fanucchi: «Tutto Sbagliato tranne la risata, con la comicità smonto i cliché sulla disabilità»
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L’INTERVISTA DELLA DOMENICA domenica 08 novembre 2026 ore 09:00

Nardella, "Per vincere serve una proposta radicata tra le persone"

L'eurodeputato Dario Nardella

L'eurodeputato dem, già sindaco di Firenze, oggi si occupa anche della tutela del Made in Italy: "L'amministrazione Trump vuol declassare Dop e Igp"



FIRENZE — Già sindaco di Firenze, oggi europarlamentare nelle fila del Partito Democratico, Dario Nardella ha ormai tagliato il traguardo dei due anni e mezzo al Parlamento Europeo. Ciononostante, proprio per il suo ruolo da primo cittadino del capoluogo toscano, non dimentica cosa significhi essere alla guida di un Comune e dover fare i conti con criticità che vanno ben oltre il livello locale.

E proprio per questo, l'appello di Nardella è chiaro: l'Unione Europea deve essere un blocco unico, in cui problemi e difficoltà vengono superate in modo sinergico.

Dalle stanze di Palazzo Vecchio agli scranni del Parlamento europeo a Bruxelles, come ha visto cambiare il ruolo dei fondi europei?

Da sindaco di Firenze ho visto i fondi europei trasformarsi da supporto marginale a leva strategica per lo sviluppo delle città. Il Pnrr lo ha dimostrato: per la prima volta i Comuni sono diventati protagonisti di investimenti decisivi, dalla rigenerazione urbana alla mobilità sostenibile. Ha però mostrato anche un limite: molte amministrazioni, soprattutto le più piccole, non hanno strutture tecniche sufficienti per progettare, gestire e rendicontare in tempi certi.

Per questo a Bruxelles mi batto per un accesso più diretto delle città alle risorse comunitarie e per rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali, perché senza competenze i fondi restano sulla carta. Solo così l’Europa può diventare davvero una "comunità di destino".

Ha definito il risultato delle recenti elezioni di mid-term come un'opportunità per l'Europa. A distanza di quasi due anni dall'insediamento di Trump, quanto i dazi Usa hanno danneggiato i prodotti Ue? E come se ne esce?

L'approccio protezionista e aggressivo dell'amministrazione Trump ha colpito duramente l'export europeo e filiere chiave come il farmaceutico, la moda e l'agroalimentare, penalizzando fortemente anche il vino italiano.

Per uscire da questa morsa non possiamo cedere alle divisioni: l'Unione Europea deve reagire facendo blocco unito, negoziando con assoluta fermezza e rafforzando al contempo i mercati interni e i canali commerciali alternativi verso anche altri Paesi, come ad esempio l'accordo del Mercosur o quello con l'India al quale l'Ue sta lavorando.

Lei fa parte della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale: che cosa sta facendo il Parlamento Europeo per tutelare il Made in Italy e il Made in Tuscany?

Come coordinatore del gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici nella Commissione Agri, sono in prima linea per difendere le nostre eccellenze agroalimentari da concorrenza sleale, contraffazioni e standard penalizzanti. Oggi la minaccia più seria arriva da Washington dove l’amministrazione Trump spinge per declassare le nostre Dop e Igp a semplici nomi comuni, aprendo la strada a imitazioni. Sarebbe un danno enorme per i nostri produttori e un inganno per i consumatori, perché dietro ogni denominazione ci sono un territorio, un disciplinare e una storia che non si possono copiare.

Al Parlamento Europeo lavoriamo perché la tutela delle Indicazioni geografiche resti non negoziabile in ogni accordo commerciale e perché la nuova Politica agricola comune protegga il reddito degli agricoltori, preservando il patrimonio rurale che rende uniche la Toscana e l’Italia nel mondo.

Anche di recente, in Toscana, c'è stata una protesta degli agricoltori contro il caro carburanti. Che cosa può essere fatto? Quanto deciso dal Governo ha placato le proteste, ma secondo lei è sufficiente?

Le proteste di queste settimane, anche in Toscana, non nascono solo dal caro gasolio. Sono il segno di un’agricoltura che lavora con margini ormai quasi nulli, stretta tra costi di produzione altissimi e prezzi pagati ai produttori troppo bassi.

I 60 milioni stanziati dal Governo restano una misura tampone, troppo poco per un settore che consuma oltre due miliardi di litri di gasolio l’anno. Bene ha fatto la Regione Toscana a mettere in campo un proprio pacchetto di aiuti, ma serve un salto di qualità. Come ripeto da tempo, l’Europa e l’Italia devono passare da una politica dell’emergenza a una politica della sovranità.

Di cosa ha bisogno oggi l'opposizione per costruire un progetto credibile? Le primarie annunciate a Febbraio vanno in questa direzione?

L'opposizione deve unire le forze su contenuti concreti come sanità, salari e diritti, superando ogni divisione. La straordinaria vittoria dei democratici nelle recenti elezioni di mid-term ci insegna che si vince solo puntando sulla difesa radicale dei diritti civili, sociali e del potere d'acquisto dei lavoratori contro le derive populiste; l'Europa e l'opposizione italiana devono imparare a radicare la propria proposta tra le persone, trasformando la protesta in un'alternativa di governo coraggiosa e popolare capace di far respirare anche qui questo stesso vento di cambiamento.

In questo percorso, l'uso delle primarie annunciate a Febbraio rappresenta uno strumento di democrazia partecipativa utile per coinvolgere direttamente i cittadini.


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