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Attualità sabato 14 febbraio 2015 ore 11:35

"Basta con gli attacchi agli avvocati di Fiesoli"

Processo per gli abusi al Forteto: la Camera penale interviene in difesa dei due legali dopo le pesantissime critiche di alcune forze politiche



FIRENZE — Sono 23 gli imputati nel processo per gli abusi e le violenze messe in atto nella cooperativa del Forteto di Vicchio del Mugello su ragazzi e giovani affidati alla struttura dal Tribunale dei minori.

Pochi giorni fa gli avvocati Lorenzo Zilletti e Sigfrido Fenyes, difensori del principale imputato Rodolfo Fiesoli, hanno rimesso il mandato per protestare contro una decisione della Corte. 

Un gesto che ha fatto saltare alcune delle udienze già programmate scatenando commenti durissimi da parte di alcuni esponenti politici, soprattutto per il rischio prescrizione di alcuni capi di imputazione. Negli anni scorsi sulla vicenda del Forteto anche il consiglio regionale istituì una commissione d'inchiesta che raccolse le testimonianze delle vittime e promosse iniziative in loro sostegno.

Oggi la presa di posizione della Camera penale di Firenze.

 "Vanno stigmatizzati quei giudizi, in particolare di esponenti politici, tesi a travolgere la funzione difensiva e che addirittura trasmodano in offese al singolo professionista il quale ha semplicemente esercitato il mandato difensivo conferitogli - si legge in una nota - il direttivo della Camera Penale esprime la propria indignazione per esternazioni intollerabili quali quelle di alcuni esponenti del gruppo politico 'Fratelli d'Italia' e la solidarietà a tutti i colleghi fatti oggetto di comportamenti denigratori".

"Appaiono, inoltre, inappropriate, per contesto e contenuto - prosegue la nota - le censure mosse da chi, legittimamente non condividendo le iniziative processuali del singolo difensore, che ovviamente possono essere resistite con il ricorso a tutti gli strumenti che il codice di rito prevede, ha ritenuto di ascrivere le stesse a mancanze deontologiche". 

"Preso atto, infine, della rappresentazione dell'avvocato non sempre lusinghiera proposta da certe cronache - conclude il comunicato - vogliamo rassicurare sull'attenzione che la Camera Penale pone alla tutela del prestigio ed al rispetto della funzione del difensore, compito espressamente previsto dal proprio Statuto".


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