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Attualità domenica 24 maggio 2020 ore 19:25

Convivere con il coronavirus, in Toscana è meglio

L'Ars ha analizzato gli effetti dell'allentamento delle restrizioni: ecco i punti di forza della Toscana e perchè sta reagendo meglio di altre regioni



FIRENZE — A due settimane dal 4 Maggio, data ufficiale dell'inizio dell'allentamento del lockdown,  l'Agenzia regionale di sanità ha fornito una prima, parziale, valutazione degli effetti delle riaperture in Toscana. E i dati dimostrano che, nella nostra regione, convivere con il coronavirus produce effetti meno negativi che in altre regioni italiane. E lo dimostrano i dati sui nuovi casi positivi giornalieri, sulle guarigioni e i ricoveri in ospedale. Vediamo uno per uno.

LA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI POSITIVI GIORNALIERI 

Negli ultimi 15 giorni, in Toscana il numero di nuovi casi di infezione ha superato le 30 unità giornaliere solo quattro volte e nelle ultime 3 settimane la media dei nuovi casi medi giornalieri è scesa prima da 47 a 25 e poi da 25 a 20. Nell'ultima settimana di marzo era 292.

Sempre più spesso i nuovi infettati sono stati individuati non perchè manifestano sintomi gravi e si rivolgono al servizio sanitario regionale ma attraverso i test sierologici sul sangue oppure attraverso i tamponi effettuati sui persone che si presentano in ospedale per un evento acuto (infarti, incidenti eccetera) che niente ha a che vedere con il Covid o per una pre-ospedalizzazione prima di interventi chirurgici. 

Ad oggi sono state testate in Toscana oltre 88.000 persone attraverso la campagna di test sierologici  avviata dalla Regione alla fine di aprile e di queste, circa 1.300 circa sono risultate positive e sottoposte al tampone di conferma. La percentuale di casi positivi fra le persone sottoposte a test è stabile all’1% da diverse settimane e pone la Toscana tra quelle regioni che sembrano avere maggiormente sotto controllo la diffusione dell'epidemia, soprattutto se la compariamo a tutte quelle regioni a larga diffusione dell’epidemia come Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, L’Emilia Romagna, Marche.

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IL FORTE INCREMENTO DEI GUARITI

Nelle ultime settimane, il forte innalzamento della percentuale dei guariti ha portato la Toscana tra le regioni con maggior percentuale di persone che concludono positivamente la loro malattia. 

Le guarigioni in Toscana, adesso, sono oltre il 10% in più della media italiana. 

"Con i dati aggiornati al 22 maggio, su 10.035 persone che si sono ammalate di Covid-19 in Toscana dall’inizio dell’epidemia, il 72,1% sono guarite, il 10,1% sono purtroppo decedute, il 15,8% sono in isolamento domiciliare (con uno stato clinico che può quindi essere seguito e curato a domicilio o totalmente asintomatico) ed il 2% è ricoverato in ospedale" spiegano gli studiosi dell'Ars. 

La somma delle ultime due percentuali ci fornisce la quota delle persone attualmente in cura, i cosiddetti “attualmente positivi” come li definisce la Protezione civile: rappresentano il 17,8% della casistica, una percentuale abbastanza bassa da permettere alle strutture sanitarie una maggiore tranquillità della gestione clinica (soprattutto ospedaliera) di questi soggetti.

LA DIMINUZIONE DEI RICOVERATI COVID IN OSPEDALE

Sono 50 giorni consecutivi che il numero dei ricoveri per Covid negli ospedali toscani diminuisce e in alcune strutture i reparti Covid di terapia intensiva sono stati chiusi.

La percentuale dei ricoveri in Toscana è sempre stata piuttosto bassa rispetto al totale degli infettati ancora non guariti: adesso è il 10% dei casi attualmente positivi e pone la Toscana ha quintultimo posto in Italia, poco sopra al Veneto. 

Come spiegano gli studiosi dell'Ars, in Toscana si è cercato di seguire di più i casi sul territorio, soprattutto se i sintomi erano lievi o del tutto assenti. A livello territoriale, le Usca, unità speciali di continuità assistenziale, hanno effettuato a domicilio 70.000 prestazioni sul territorio regionale.

Solo i casi più gravi sono stati indirizzata verso il ricovero in ospedale, con un maggiore utilizzo delle terapie intensive rispetto alle altre regioni per gestire con più sicurezza e tranquillità gli ammalati. La quota dei casi più gravi (identificati dai ricoveri in terapia intensiva) si è ridotta costantemente in Toscana (come in Italia) ed è adesso allo 0,4% nella nostra regione.

Questa riduzione sembra non dipendere dall’aumento delle persone sotto poste a tampone o a test sierologico bensì da una maggiore conoscenza ed utilizzo delle terapie che hanno impatto sulla malattia soprattutto se utilizzate nei tempi precoci del contagio, permettendo ai soggetti lievi di non peggiorare il proprio stato clinico.

Se non possiamo dire quindi che il virus sia meno aggressivo  visto che non è stato scientificamente dimostrato, sulla base dei dati analizzati dall'Ars si può affermare che la quota di casi gravi diminuisce in Toscana non perchè i nuovi casi stanno diminuendo ma perchè gli ammalati vengono curati meglio.

CONCLUSIONI

"Ad oggi una corretta valutazione della prima riapertura non può arrivare a considerazioni conclusive - scrivono sul sito gli studiosi di Ars - Al di là della numerosità dei casi, che potrà oscillare nei prossimi giorni grazie al maggiore movimento delle persone ed alla totale riapertura avvenuta, i parametri da tenere in considerazione per prendere decisioni sono innanzitutto l’emergere di eventuali nuovi focolai che andranno immediatamente intercettati, lo stato clinico dei nuovi casi e l’eventuale occupazione di posti letto ospedalieri in terapia intensiva, monitorando costantemente la gravità dei casi".


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