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Attualità venerdì 20 marzo 2020 ore 06:23

"Medici di famiglia in prima linea senza protezioni"

Emergenza Covid-19, il sindacato Fimmg protesta: "Medici di famiglia mandati in prima linea senza i dispositivi necessari per non contrarre il virus"



FIRENZE — Fra le persone contagiate dal coronavirus Covid-19 ci sarebbero in Toscana anche una decina di medici di famiglia, categoria al centro di alcuni provvedimenti della Regione per la gestione dell'epidemia come la disponibilità telefonica per i pazienti sette giorni su sette e le ricette da stampare direttamente in farmacia, senza andare a ritirarle in ambulatorio, grazie a un codice inviato dal medico all'assistito con un sms. I medici di famiglia peraltro dovrebbero essere riforniti anche di tutti i dispositivi di sicurezza necessari per non contrarre il virus, a partire dalle mascherine con filtro adeguato. E invece i dispositivi mancano, come spiega Vittorio Boscherini, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale di Firenze, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Enrico Rossi. Mettendo a rischio la sicurezza di tutti.

"Credo che questa Medicina Generale non si meriti di essere confinata al ruolo di mero telefonista e di certificatore di prestazioni erogate da altri professionisti - scrive Boscherini nella nota - oppure, peggio, di essere mandata in prima linea, come i contadini d’Italia nella prima guerra mondiale, con le baionette contro i cannoni austriaci o con gli scarponi di cartone contro il generale inverno nella campagna di Russia nella seconda guerra mondiale, senza quei dispositivi che tutti giudicano necessari per non contrarre il virus". 

"Dobbiamo ricordarci che non esiste solo il problema della pandemia ma esiste il problema degli ipertesi, dei diabetici, degli scompensati, degli anziani fragili che, nella carenza di medici idonei a sostituirci, ad ogni medico malato, ad ogni medico in quarantena, corrispondono più di mille cittadini che sono privati dell’assistenza medica di primo livello" si legge ancora nella lettera.

"E' l’ora di metterci ad un tavolo per correggere i problemi insorti nella campagna contro Covid-19 - prosegue Boscherini - Ho appreso che finalmente saranno fatti più tamponi, i primi dovevano farli ai medici di Medicina Generale che erano venuti a contatto con pazienti positivi, quasi sempre privi dei dispositivi di protezione, per non trasformarli in untori, invece sono stati trattati come i colleghi ospedalieri che, almeno in parte, sono stati dotati di sistemi di protezione". 

"Credo proprio che la collaborazione sia necessaria e non sia necessaria la minaccia di sanzionare i medici che il Sabato e la Domenica non rispondono al telefono, anche quelli che tecnicamente non sono in grado di farlo - dichiara Boscherini - Questa è la strada per la quale la Medicina Generale dovrà chiedere di chi è la responsabilità della non osservanza dell’ordinanza nella quale si dispone la fornitura dei dispositivi di protezione individuale ai medici e che è una delle cause del contagio di ormai numerosi colleghi".

Qui sotto il testo integrale della lettera del segretario provinciale Fimmg Firenze Vittorio Boccherini.

Caro Presidente,

la situazione sanitaria del nostro paese, della Toscana, e la notizia di un numero sempre maggiore di medici di medicina generale contagiati, è tale che occorre il massimo contributo di tutti per superare questo difficile momento e la strada intrapresa dalla Giunta Regionale nei confronti della medicina generale non sembra essere quella più appropriata per cogliere questo obiettivo.

L’ordinanza sulla disponibilità telefonica ha forse costretto qualche medico che non aveva fornito ai propri pazienti il numero del telefonino a darlo ed a rispondere anche il sabato e la domenica, ma siamo sicuri che la Medicina Generale toscana non avrebbe potuto dare di più se ci si fosse messi ad un tavolo a discutere del ruolo della stessa per fermare il virus che, ormai è chiaro, può essere fermato solo intervenendo a livello territoriale. Eppure la Medicina Generale toscana ha sempre dimostrato disponibilità a farsi carico dei problemi della sanita pubblica, il problema della spesa, il problema della gestione territoriale della cronicità, il problema dell’organizzazione della stessa in funzione di una maggiore integrazione con le altre professionalità del SST, il problema dell’appropriatezza delle richieste degli esami e delle consulenze specialistiche, tutte azioni che hanno contribuito a fare della Toscana una delle regioni al top nell’erogazione dei LEA.

Credo che questa Medicina Generale non si meriti di essere confinata al ruolo di mero telefonista e di certificatore di prestazioni erogate da altri professionisti o, peggio, di essere mandata in prima linea, come i contadini d’Italia nella prima guerra mondiale, con le baionette contro i cannoni austriaci o con gli scarponi di cartone contro il generale inverno nella campagna di Russia nella seconda guerra mondiale, senza quei dispositivi che tutti giudicano necessari per non contrarre il virus. Dobbiamo ricordarci che non esiste solo il problema della pandemia ma esiste il problema degli ipertesi, dei diabetici, degli scompensati, degli anziani fragili e che, nella carenza di medici idonei a sostituirci, ad ogni medico malato, ad ogni medico in quarantena, corrispondono più di mille cittadini che sono privati dell’assistenza medica di primo livello.

Io pensavo che rispetto ad un accordo economico sulla disponibilità telefonica, che io non avrei nè prospettato nè tantomeno firmato (non si può monetizzare un atto doveroso), ci fosse un cambio di rotta da parte della Regione e dal metodo delle ordinanze unilaterali si passasse al metodo della collaborazione e dell’utilizzo delle competenze professionali; invece ecco una delibera regionale sulle Unità Speciali di Continuità Assistenziale fatta da funzionari regionali che di assistenza territoriale poco sanno, che con il contributo della Medicina Generale sicuramente sarebbe nata molto meglio.

Caro Presidente è l’ora di metterci ad un tavolo per correggere i problemi insorti nella campagna contro Covid-19, ho appreso che finalmente saranno fatti più tamponi, i primi dovevano farli ai medici di Medicina Generale che erano venuti a contatto con pazienti positivi, quasi sempre privi dei dispositivi di protezione, per non trasformarli in untori, invece sono stati trattati come i colleghi ospedalieri che, almeno in parte, sono stati dotati di sistemi di protezione. Credo proprio che la collaborazione sia necessaria e non sia necessaria la minaccia di sanzionare i medici che il Sabato e la Domenica non rispondono al telefono, anche quelli che tecnicamente non sono in grado di farlo; questa è la strada per la quale la Medicina Generale dovrà chiedere di chi è la responsabilità della non osservanza dell’ordinanza nella quale si dispone la fornitura dei dispositivi di protezione individuale ai medici e che è una delle cause del contagio di ormai numerosi colleghi. Aspettiamo una risposta positiva alla nostra richiesta di collaborazione, memori che un tempo il coinvolgimento dei professionisti nelle decisioni tecniche della nostra Regione ne ha fatto un modello copiato dalle altre.

Vittorio Boscherini

Segretario Provinciale FIMMG Firenze



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