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Attualità mercoledì 15 aprile 2020 ore 00:05

Covid, 61 laboratori privati per il test su 400mila toscani

La Regione ha definito l'accordo per lo screening sierologico sui lavoratori dei servizi essenziali. Nelle strutture private 10mila test al giorno



FIRENZE — E' stato definito l’accordo quadro fra la Regione  i laboratori di analisi privati per realizzare in Toscana uno screening sierologico di massa per il coronavirus su 400mila lavoratori dei beni e servizi essenziali, rimasti sempre in attività anche dopo l'emanazione del decreto del governo dell'11 Marzo che ha chiuso due terzi delle imprese italiane. Sono 61 le strutture private che hanno risposto all’avviso di Estar, rendendosi così disponibili ad effettuare test per conto della Regione ad integrazione del lavoro già fatto dal Servizio sanitario pubblico. 

“Un primo blocco di test sierologici è in corso presso i laboratori pubblici - ha spiegato il presidente della Regione Enrico Rossi - Si tratta di 140mila test riservati prioritariamente ai lavoratori della sanità pubblica e privata, agli ospiti delle Rsa e agli operatori delle stesse. L’intervento si esaurirà entro la fine della prossima settimana e consentirà una prima valutazione epidemiologica del passaggio del virus tra le categorie di cittadini più esposte a rischio, come la popolazione più anziana. A questi si sono aggiunte le forze dell’ordine, i volontari e le badanti”.

“Un secondo blocco di lavoratori che verrà sottoposto a test sierologico sono quelli impiegati nei servizi essenziali rimasti aperti fin dall'11 Marzo scorso - prosegue Rossi - Sarà data priorità ai lavoratori maggiormente esposti al contatto con altre persone, come quelli della piccola e grande distribuzione alimentare, delle aziende che si occupano della raccolta dei rifiuti, dei dipendenti pubblici che hanno contatto con l’utenza, degli operatori degli uffici postali, bancari, operatori di servizi a domicilio, riders, personale che si occupa di consegne a domicilio, giornalisti, edicolanti, operatori del trasporto pubblico, delle pompe funebri, i tassisti, chi lavora nella logistica in genere, il personale dei consolati e quello portuale. A questi si aggiunge la polizia comunale e provinciale, già compresa dall’ordinanza ma non ancora coinvolta, e il distretto della carta della Lucchesia che ha sempre continuato a lavorare e che potrà fornirci alcune utili indicazioni in merito all’impatto del virus all’interno di un’area industriale ben definita, anche allo scopo di compiere analoghe valutazioni in vista della riapertura di altri distretti. Naturalmente altre categorie dei servizi essenziali potranno essere aggiunte ma sempre facendo riferimento al decreto del governo dell’11 marzo”.

I laboratori privati effettueranno lo screening sulle categorie previste in questo secondo blocco di cittadini, utilizzando 250.000 test sierologici forniti dalla Regione a fronte della disponibilità ad eseguire almeno 10.000 test al giorno

I laboratori privati potranno effettuare anche altri esami sierologici in forma privata alle persone appartenenti alle filiere essenziali indicate dal decreto dell'11 Marzo ad un costo complessivo di circa 25 euro.

“Come si è dimostrato nel caso delle Rsa, questa indagine permetterà di identificare eventuali casi positivi su cui intervenire con tempestività attraverso provvedimenti di prevenzione, contenimento e osservanza sanitaria - precisa Rossi - Nel corso della definizione del contratto, alle rappresentanze dei laboratori è stato chiesto di organizzare il servizio rivolto alle categorie sopra identificate in modo da coprire tutta la regione. E’ importante sottolineare che tutti i dati dello studio epidemiologico verranno raccolti dalla Regione stessa e caricati su una applicazione per studiare la diffusione del virus suddiviso per categorie di lavoratori".

"Se sommiamo i test in corso per conto del Servizio sanitario regionale e quelli che stiamo per affidare ai privati - conclude Rossi - siamo di fronte alla più grande iniziativa di screening di massa che sia mai stata affrontata in Italia, che ci consentirà di raggiungere ben 400mila lavoratori tra quelli maggiormente esposti al contagio al fine di tutelare al meglio la loro salute e quella collettiva. Al momento non esistono strumenti assoluti che possono risolvere la diagnostica di un caso nuovo e complesso come quello della diffusione del coronavirus. La nostra politica è quella di sviluppare l’uso dei cosiddetti tamponi e in Toscana ne abbiamo fatti oltre 80mila. Ma una maggiore conoscenza del virus, della sua contagiosità e delle sue caratteristiche può derivare proprio dalla complementarietà tra i tamponi e i test sierologici. Questa complementarietà ci permetterà di tracciare una mappadella diffusione del virus e di mettere a fuoco utili valutazioni per procedere, d’intesa con il governo nazionale, all’organizzazione della fase 2, che dovrà mettere al primo posto la salute dei lavatori e dei cittadini". 

Nei prossimi giorni la Regione definirà le questioni organizzative per coinvolgere maggiormente le aziende interessate a partecipare all’indagine.


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