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sabato 24 agosto 2019

Attualità mercoledì 23 gennaio 2019 ore 18:00

Il sogno toscano di un treno europeo della memoria

Incontro degli studenti del Treno della Memoria all'Università Jagellonica di Cracovia con il vice presidente della commissione europea Timmermans



CRACOVIA — Prima dell'evento nell'auditorium maximum dell'Università Jagellonica di Cracovia, un anfiteatro con un muro di mille studenti italiani e polacchi lì per imparare dal passato, il vice presidente della commissione europea Franz Timmermans si avvicina alla sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute all'orrore di Birkenau, confessando di aver letto il loro libro e la loro storia. "Una storia incredibile – dice -, come incredibile è l'inganno con cui i nazisti scelsero vostro cugino Sergio ed altri diciannove bambini come cavie approfittando del desiderio di vedere mamma. E poi la salvezza, le peripezie prima di incontrare di nuovo i genitori".

Parla a lungo, in un fluente italiano imparato a Roma, Timmermans con le sorelle e parla con il presidente della Toscana Enrico Rossi per chiedere del treno della memoria, l'iniziativa che dal 2002, prima in Italia, la Regione Toscana organizza per portare ogni volta cinquecento e più studenti delle superiori a vedere e toccare con mano l'orrore che l'uomo è stato in grado di creare, l'orrore della storia. "Una bellissima iniziativa" dice. "E' importante parlare con i giovani – dice Timmermans -, perché quello che è stato può tornare. La guerra è finita ma le discriminazioni no. Occorre parlarne, sempre, soprattutto ai giovani. E' importante conoscere la storia, perché alcuni politici a volte la strumentalizzano. Dicono ‘torniamo al passato, quando si stava meglio' e se la storia non la conosci sei portato a credere a quel passato gioioso".

Timmermans ascolta con interesse anche il sogno della vice presidente della Toscana, Monica Barni, da domenica con i ragazzi venuti da tante città e comuni della regione per visitare Birkenau ed Auschwitz. E' il sogno di un treno europeo della memoria, un treno che parta da Firenze e dall'Italia e a cui, lungo il percorso, si aggiungano in tutti i paesi attraversati altre carrozze, con giovani da tutta Europa insieme, senza muri e senza confini, per imparare dalla storia, per conoscere e provare a comprendere. Insieme in un Europa, è stato poi detto da alcuni più tardi sul palco, che dovrebbe essere un cuscino e per questo anche è nata, una rete di solidarietà che si stringe gli uni agli altri.

Qui sotto la diretta dell'incontro



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