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mercoledì 21 agosto 2019

Politica giovedì 23 febbraio 2017 ore 15:50

"Non sono in California per fare il fighetto"

Matteo Renzi

Prosegue il viaggio negli Stati Uniti di Matteo Renzi, ricandidato alla segreteria Pd. Incontro con Brian Chesky di Airbnb e Tim Cook di Apple



CUPERTINO — Mentre in Italia salgono a tre i candidati alla segreteria del Pd che si sfideranno al congresso (oltre a Matteo Renzi sono scesi in campo il governatore pugliese Michele Emiliano e, oggi, il ministro della giustizia Claudio Orlando) l'ex premier prosegue il suo breve viaggio in California.  Non senza aver precisato, in un'intervista a La Stampa rilanciata attraverso i suoi profili Facebook, di essere volato in California "non per fare il fighetto ma per ossigenare il cervello".  E che sì, "il Pd fa notizia perchè litiga" ma, al tempo stesso "prepara un congresso democratico: la cosa strana è che in Italia lo facciano noi".

Nel secondo giorno del diario di viaggio riportato sul blog Matteo Renzi, l'ex premier quindi parla dei nuovi incontri avuti in California. Ecco qui sotto il testo integrale.

"Il futuro non è più quello di una volta” diceva Paul Valery e quando parli con Brian Chesky, CEO e fondatore di Airbnb, te ne rendi conto. Certo lui — come molti, in questa capitale globale del domani — pensa che i prossimi anni cambieranno l’umanità più di quanto lo abbiano fatto gli scorsi secoli, ma il futuro che egli ha in mente non è solo quello dei robot e dell’intelligenza artificiale. Accanto al freddo mondo delle macchine, secondo Brian, il futuro sarà fatto di quello che lui chiama il villaggio: la dimensione calda delle radici e delle relazioni, della cultura e delle esperienze uniche che nascono dagli scambi tra le persone. I computer non prenderanno mai il posto di quella componente, anzi paradossalmente la esalteranno, creando nuove opportunità di vita e di lavoro. In Italia più che altrove perché in fondo è quello che facciamo da sempre: produrre esperienze capaci di emozionare il mondo. Me lo confermava stamani il CEO di Apple Tim Cook, a Cupertino, nel quartier generale di un’azienda che continua a mietere risultati straordinari e che in queste ore raggiunge il massimo della capitalizzazione come mi spiegava Luca Maestri, al vertice della parte finanziaria aziendale, italiano competente e capace.

L’Italia dunque vista come produttrice di valori e di esperienze e questo spiega — tra l’altro — la scelta di Napoli per il progetto Apple che sta funzionando molto bene. E di cui ovviamente sono lieto e grato a tutti quelli che lo hanno reso possibile.

Ma non di sole aziende vive l’uomo! E allora siamo stati in vista a Stanford, una delle università più prestigiose al mondo, senza la quale probabilmente non sarebbe stato possibile il miracolo della Silicon Valley. Abbiamo discusso con il rettore di ingegneria e un gruppo di studenti delle rivoluzioni tecnologiche prossime venture, ma prima abbiamo anche affrontato un pranzo di discussione con alcuni professori di scienze politiche, tra i quali Francis Fukuyama. Quali sono le grandi sfide con le quali deve confrontarsi la democrazia, in America come in Europa? Qual è il rapporto tra popoli e populisti? Se, da entrambi i lati dell’Oceano, una quota crescente di cittadini ha la sensazione di aver perso il controllo della propria vita e della comunità nella quale vive, la risposta non può essere un’alzata di spalle. I nuovi nazionalisti, loro, una soluzione ce l’hanno: chiudere le frontiere, interrompere gli scambi, rigettare il diverso. Insomma tornare indietro. Mostrare che l’alternativa è la società aperta, inclusiva, tollerante dove non si rinuncia all’identità, alla cultura, alla tradizione ma forti dei propri valori ci si apre al dialogo e al confronto.

Su questi temi dovrebbe confrontarsi una forza che vuole ambire a cambiare l’Italia e l’Europa, non certo sulla data di un congresso o sulla simpatia del leader di turno. E di questo parleremo nelle prossime settimane.

Nel frattempo domani torniamo in Italia, ma spero di riuscire a mandarvi prima la terza e ultima tappa del diario di bordo incentrata sull’incontro — molto bello — con alcuni italiani presenti in zona. Adesso a letto che qui ormai è tardi. Buona notte!"



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