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Attualità venerdì 21 agosto 2015 ore 14:29

E' morto Bruno Benigni, ex assessore del Pci

Ha guidato la sanità toscana dal 1983 al 1990 ed è stato l'ideatore delle Case della Salute. Il cordoglio di Rossi: "Era dalla parte degli ultimi"



AREZZO — Bruno Benigni, classe 1932, si è spento questa notte all'ospedale San Donato di Arezzo dove era ricoverato da qualche giorno. 

Originario di Castiglion Fiorentino, Benigni è stato un protagonista della vita politica toscana nel recente passato. Dopo aver guidato per 10 anni la provincia di Arezzo, nel 1980 è approdato in consiglio regionale nelle fila del Pci, per poi essere nominato 3 anni più tardi assessore alla Sanità.

Un incarico mantenuto fino al 1990 e che lo ha portato a ottenere dal ministero della Giustizia la Medaglia d'oro alla "Redenzione sociale" per il lavoro svolto all'interno delle carceri toscane.

Una scomparsa, quella di Benigni, accolta con commozione dal presidente Enrico Rossi. "Sempre dalla parte degli ultimi - ha ricordato il governatore -, a partire da coloro costretti a vivere in condizioni estreme all'interno di istituzioni totali come il carcere o il manicomio".

Dopo una parentesi in parlamento, Benigni nel 1998 è divenuto consulente della Spi Cgil, contribuendo alla stesura di un nuovo modello di assistenza per le cure primarie, che poi verrà concretizzato nelle Case della Salute.

"Mi piace ricordarlo - ha detto Rossi - per la sua passione politica spesa sia nei partiti della sinistra che in ruoli istituzionali per restituire dignità alla persona e garantire quei diritti sociali e di cittadinanza previsti dalla Costituzione".

Alle parole di Rossi si sono aggiunte quelle di Lucia De Robertis, aretina e vicepresidente del consiglio regionale. "Bruno Benigni -  ha detto la numero due del Pd in regione - è stato il padre saggio di una intera generazione di giovani aretini impegnati in politica come nel sociale, un uomo con tanta esperienza che ha saputo trasmettere a ognuno di noi l’idea forte e fondamentale che al centro di ogni agire ci deve essere prima di tutto la persona.”

"Da assessore al Sociale per me è stato un faro  - ha aggiunto -, una persona con cui consigliarmi e a cui fare riferimento, ci univa infatti il pensiero comune che la persona malata va supportata, curata e assistita nella sua comunità. Sia in famiglia che nelle altre piccole strutture sanitarie locali.


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