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martedì 22 gennaio 2019

Cronaca sabato 12 gennaio 2019 ore 12:08

Cinque lavoratori "a nero", calzaturificio chiuso

I carabinieri durante un'ispezione in un'azienda gestita da cinesi (foto di repertorio)

Blitz dei carabinieri in un capannone di Brusciana, dove cittadini cinesi producevano scarpe per conto terzi. Numerose le irregolarità riscontrate



EMPOLI — I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Firenze, coadiuvati dai colleghi della Stazione Carabinieri di Empoli, hanno proceduto al controllo di un opificio di Brusciana, gestito da personale di nazionalità cinese, operante nell’ambito della produzione di scarpe per conto terzi.

I militari, dopo aver identificato tutti i lavoratori presenti, hanno proceduto a verificare chi di loro fosse assunto. Sono stati riscontrati cinque lavoratori di origine cinese occupati completamente “a nero”, uno dei quali privo del permesso di soggiorno in quanto mai conseguito. I militari del Nil hanno quindi proceduto a sospendere l’attività in quanto occupante personale “a nero” nella misura di oltre il 20% dei presenti, nonché la titolare firmataria, una 37enne di origine cinese abitante ad Empoli, è stata denunciata per il reato di occupazione clandestina.

L'ispettorato del lavoro ha inoltre denunciato la titolare per aver installato all’interno dell’opificio un impianto di videosorveglianza senza essere in possesso della prevista autorizzazione, rilasciata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro, nonché per aver occupato dei lavoratori dipendenti senza averli sottoposti prima a visita medica attestante la loro idoneità al lavoro. Le sanzioni amministrative contestate, per aver occupato i menzionati lavoratori “a nero”, ammontano complessivamente a 12mila euro.

Durante il controllo, i militari operanti hanno anche chiesto l’intervento degli ispettori della Asl di Empoli, in quanto le condizioni igienico sanitarie all’interno del laboratorio si sarebbero presentate assai precarie, come d’altronde anche negli attigui dormitori ove i dipendenti abitualmente dormivano.

Infine, è stato richiesto anche l’intervento dei Carabinieri della Stazione Forestale di Empoli e del Servizio Veterinario della Asl, in quanto all’interno dell’opificio sono state trovate delle vasche d’acqua improvvisate con all’interno conservati uno svariato numero di pesci vivi pescati da uno degli operai nell’attiguo fiume Elsa. Per tale violazione sulla salute pubblica, il menzionato Servizio, ha proceduto con immediate prescrizioni alla sanificazione delle condizioni dei pesci mediante sufficiente ossigenazione delle vasche.

Ora la titolare del laboratorio, se vorrà ottenere la revoca del provvedimento di sospensione, notificatogli dai militari del Nil, dovrà assumere il personale “a nero”, con le modalità dettategli, nonché pagare una sanzione accessoria 2mila euro entro lunedì mattina.



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