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Attualità Giovedì 23 Aprile 2015 ore 11:36

Export, il made in Tuscany tira ancora

Dopo una lieve flessione nel terzo trimestre dell'anno scorso, il settore delle esportazioni è tornato a trainare la ripresa nei distretti industriali



FIRENZE — I prodotti toscani piacciono al resto del mondo, in particolare agli statunitensi, ma anche ai coreani e ai canadesi. L'analisi sulle esportazioni nei distretti industriali fatta dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo su invito della Cassa di Risparmio di Firenze, fotografa una ripresa nell'export che torna a trainare la locomotiva toscana dopo una piccola flessione nel terzi trimestre del 2014, quando si è registrato un -0,3%.

Alla fine il bilancio annuale parla di un più 3,2% di vendita di prodotti manifatturieri sui mercati esteri, il che significa che in Toscana va meglio del resto d'Italia dove la crescita media si è fermata al 2%. In particolare, come detto, i più solidi, Stati Uniti in testa, che sono diventati il primo paese importatore di manufatti made in Tuscany, scavalcando la Francia.

Per il resto i mercati internazionale mostrano on poche differenze: male Emirati Arabi Uniti, Turchia e Russia; l'attenzione si concentra ora sulla Corea +40,2% sull'anno e il Canada +10,2% divenuti rispettivamente il dodicesimo e il sedicesimo Paese maggiormente interessato ai prodotti toscani.

Male il comparto dell'oreficeria, che ha risentito del calo del prezzo dell'oro: se si escludesse la componente degli orafi aretini la crescita dell'export sarebbe del 6,1%. Male anche il distretto conciario di Santa Croce sull'Arno (-6,8%) e il florovivaismo pistoiese (-5%). 

In grande spolvero invece la pelletteria e le calzature di Firenze: grazie a una nuova crescita a due cifre (+11,8%) le esportazioni del distretto hanno superato il livello record di 3,1 miliardi di euro, pari quasi al 25% dell'export Made in Tuscany. Bene il tessile pratese (+7,5%) che piace soprattutto ai tedeschi e il comparto dei beni d'alta gamma che hanno fatto registrare un importante incremento verso gli Stati Uniti (+10,9% nel 2014) per un valore complessivo di 31,5 milioni di euro.


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