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Attualità giovedì 01 ottobre 2020 ore 16:53

Aria pulita, ecco le pagelle delle città toscane

Solo un capoluogo di provincia supera la sufficienza tra le città toscane analizzate nel rapporto Mal'Aria di città 2020 pubblicato da Legambiente



FIRENZE — Sono 97 le città analizzate nel rapporto Mal'ìAria di città pubblicato da Legambiente, Sassari è la migliore con un voto 9/10 ma sono solo 15 quelle che raggiungono un voto superiore alla sufficienza e tra queste c'è solo Grosseto delle città toscane analizzate. Fanalini di coda sono le città di Torino, Roma, Palermo, Milano e Como. 

Ecco la situazione in Toscana: Grosseto 7/10, Pistoia e Pisa 5/10, Livorno e Massa 4/10, Arezzo Firenze Lucca e Prato 3/10, Siena risulta non classificabile.

Nella nota che accompagna il report si legge "Legambiente alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure di riduzione dell’inquinamento dell’aria e delle misure restrittive per convivere con il virus, ha stilato una pagella sulla qualità dell’aria delle città italiane sulla base degli ultimi 5 anni di dati ufficiali disponibili per quanto riguarda i tre inquinanti che caratterizzano pressoché ogni città: polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e biossido di azoto (NO2). Dati che non sono stati confrontati con il limite normativo previsto dalla legislazione comunitaria per ciascun inquinante ma con i più stringenti e cautelativi limiti suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Se la salute deve venire prima di ogni cosa, si deve capire realmente che aria si respira nelle città italiane e che rischi ci sono per la nostra salute" ed ancora "Con l’autunno alle porte e una parvenza di ritorno alla normalità dopo un anno all’insegna della paura, del lock down e della crisi economica, “ripartenza” è il termine più utilizzato in questi ultimi mesi. Una ripartenza a trecentosessanta gradi che dovrà tener conto degli insegnamenti che la pandemia ci ha lasciato in eredità fino ad oggi, a prescindere da come andranno le cose nell’immediato futuro". 

"La maggior parte delle città sotto la sufficienza scontano il mancato rispetto negli anni soprattutto del limite suggerito per il Pm2,5 e in molti casi anche per il Pm10" ha commentato Legambiente. 

"Essere esposti a concentrazioni elevate di inquinanti per diversi anni comporta un rischio maggiore da un punto di vista sanitario e, di conseguenza, un maggior costo diretto ed indiretto per il sistema sanitario. Nell’ultimo report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente si stimano oltre 400mila morti premature all’anno dovute all’eccessiva esposizione a concentrazioni di inquinanti ritenute dannose per la salute. L’Italia con circa 60mila morti l’anno detiene, insieme alla Germania, il triste primato a livello europeo" .


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