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Attualità domenica 02 agosto 2020 ore 09:37

Città d’arte vuote, il rischio di chiudere aumenta

L'analisi di Confesercenti è desolante, i centri storici sono vuoti di turisti mentre lo smartworking avrebbe aggravato la crisi dei consumi



FIRENZE — Sono sparite 34 milioni di presenze in tutta Italia con una perdita di 7,6 miliardi di euro e l'allungamento dello smartworking potrebbe portare alla perdita di altri 1,7 miliardi di euro, è questo lo scenario presentato dalla Confesercenti che chiede di istituire "zone franche speciali" per sostenere le imprese.

Confesercenti ha lanciato l'allarme sulla base delle previsioni di Tourism economics. Roma, Venezia, Firenze, Torino e Milano, insieme valgono oltre un terzo del turismo italiano ma si apprestano a perdere nel 2020 quasi 34 milioni di presenze turistiche dall’estero per una perdita di 7 miliardi di euro circa di spese turistiche complessive, di cui 4,9 miliardi a carico del settore alloggio, della ristorazione e delle attività commerciali e dei servizi.

Venezia sarebbe la maglia nera con un calo di 13,2 milioni di presenze, per un totale di 3 miliardi di euro di spesa turistica perduta. A seguire Roma che perde 9,9 milioni circa di presenze e 2,3 miliardi di consumi. A Firenze le perdite si attesteranno su 5 milioni di presenze e 1,2 miliardi circa di consumi mentre a Milano la contrazione dovrebbe sfiorare i 4 milioni in meno, e 900 milioni di euro, infine a Torino è previsto un calo di oltre 800mila presenze e di 186 milioni di euro.

Lo smartworking fa paura agli esercenti perché alla flessione dei turisti stranieri con gli italiani, che hanno preferito mare e borghi andrebbero sommati i lavoratori ancora in smartworking. Nelle 5 città, che registrano oltre 6,5 milioni di occupati totali, è stimato un 13 per cento di lavoratori agili, la cui assenza dai luoghi di lavoro sta causando la perdita di circa 250 milioni di euro al mese di spese per alloggio e ristorazione che farebbe perdere a queste imprese 1,76 miliardi di euro.

Patrizia De Luise, presidente nazionale di Confesercenti ha spiegato "Chiediamo di istituire delle zone franche urbane speciali nei centri storici dei comuni di interesse culturale ad alto flusso turistico, che sono i più colpiti dall’onda lunga della crisi scatenata dall’emergenza Covid. Le zone franche dovrebbero consentire alle imprese che vi operano di godere di un sostegno speciale, sotto forma di un contributo da usare in compensazione dei versamenti tributari e contributivi. Senza un intervento, migliaia di PMI rischiano di saltare come birilli”.



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