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Cronaca martedì 16 novembre 2021 ore 19:15

Quintali di cocaina delle cosche sbarcano in Toscana

Il carico di cocaina sequestrata

Nel maxi blitz che ha coinvolto tutta Italia scattato questa mattina all'alba sono state arrestate 13 persone in Toscana, di questi 3 sono portuali



FIRENZE — Il porto di Gioia Tauro, ma anche quello di Livorno, come porta di ingresso della cocaina proveniente dal sudamerica e destinata ai mercati europei. Tredici arrestati e 4 quintali di cocaina sequestrati, per un valore di 15 milioni di euro, in Toscana nell'operazione della Dda di Firenze scattata questa mattina all'alba e che interessato anche tutta Italia, con oltre 100 arresti e una tonnellata di cocaina sequestrata.

Le squadre mobili di Firenze e Livorno, assieme a quelle di Milano e Reggio Calabria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, hanno sgominato un'organizzazione criminale finalizzata al traffico di
cocaina proveniente dal Sud America e legata a due cosche di 'ndrangheta. 

Tra gli arrestati, è stato riferito in una conferenza stampa alla procura di Firenze, anche 3 persone che lavoravano nel porto di Livorno dove nel corso delle indagini sono stati sequestrati 430 chili di cocaina.

Destinatari degli arresti anche soggetti ritenuti espressione di due cosche calabresi, un presunto broker che faceva da raccordo tra gli esponenti delle 'ndrine e altri complici in ambito nazionale e internazionale.

Nei primi mesi del 2019 gli investigatori della Squadra Mobile di Firenze e di Livorno hanno svolto mirati servizi di osservazione e pedinamento nella città di Livorno per accertare la presenza di alcuni esponenti di vertice di 'ndrine calabresi e i loro incontri con persone collegate, a vario titolo, con quel porto cittadino.

Infatti, alcuni precedenti sequestri di droga eseguiti dalle Forze di Polizia nel porto calabrese di Gioia Tauro avevano indotto alcune cosche a reindirizzare i loro traffici illeciti verso altre destinazioni, tra cui i porti di Livorno e Vado Ligure.

È stata avviata una serrata attività di indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Firenze, le cui preziose informazioni, ricavate dalle numerose attività tecniche e dagli approfondimenti investigativi, hanno consentito di ricostruire organigramma, ruoli e funzioni dei diversi compartecipi di una struttura criminale, con ramificazioni e contatti anche all’estero.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la struttura in questione sarebbe specializzata nell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dal Sud America ma anche con l'Olanda.

L’articolata attività di pianificazione ed esecuzione dei traffici, iniziata nel marzo 2019, con i primi contatti nella città di Livorno, e proseguita nell'agosto 2019, con un tentativo fallito di recupero di stupefacente da un container contenente crostacei, ha visto un primo effettivo riscontro nel novembre 2019 con l’arrivo di un carico di 430 chili di cocaina, sequestrata dalla Squadre Mobili di Firenze e Livorno al gruppo criminale.

Il gruppo criminale, composto tanto da soggetti espressione di due cosche calabresi ma anche da dipendenti di una compagnia portuale livornese che erano coinvolti nelle attività preparatorie quanto nelle operazioni materiali all’interno dell’area portuale, nonché da alcuni livornesi e da un uomo che fungeva da “broker”.

La mattina del 7 novembre 2019 alcuni appartenenti al gruppo criminale si posizionavano davanti all’uscita del varco doganale dell’area portuale Darsena Est in attesa dell’arrivo del carico. Scoperto il numero del container, gli investigatori decidevano di procedere al suo controllo.

All'interno erano stati stipati 266 panetti di cocaina tutti contrassegnati dal marchio H, del valore stimato di circa 15 milioni di euro, e, all’interno di un ulteriore collo di legname, un altro vano di dimensioni minori rispetto al precedente, contenente altri 164 panetti, contrassegnati anch’essi dal marchio H, per un totale di 430 chili di cocaina.


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