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Attualità Giovedì 07 Maggio 2026 ore 10:50
"Elogio dell'Umano" per costruire un mondo migliore

Tre incontri a ingresso libero con ospiti d'eccezione per riflettere su cura, felicità e solidarietà: la cultura come resilienza per seminare pace
FIRENZE — La cultura come atto di resilienza per seminare pace e speranza: torna per la sua seconda edizione il ciclo promosso da Cesvot "Elogio dell'Umano", tre incontri a ingresso gratuito per parlare di cura, felicità e solidarietà e costruire un mondo migliore. L'iniziativa, patrocinata dalla Regione Toscana con la collaborazione del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux, è stata presentata ieri a Firenze dal presidente e dal direttore Cesvot Luigi Paccosi e Paolo Balli, dall’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti insieme al presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini.
Il ciclo si compone di tre incontri che avranno luogo nella Villa Bardini a Firenze. I tre appuntamenti gratuiti sono in agenda nei giovedì 14, 21 e 28 Maggio e vedranno alternarsi ospiti come Concita De Gregorio, Giampaolo Cerri, Enrico Finzi, Serena Bortone, Domenico Iannacone e Chiara Brilli. L'ingresso alle iniziative è gratuito dalle 17,30 ma i posti sono limitati: perciò le iscrizioni sono aperte su www.cesvot.it.
L'idea è che Elogio dell'Umano si ponga come spazio di riflessione e ispirazione, in cui la cultura diventa strumento per comprendere il presente e immaginare un futuro più giusto che sappia lasciarsi alle spalle la logica della guerra e della sopraffazione per abbracciare quella della cura e dell'incontro.
Il contesto è complicato, quello di un mondo segnato da conflitti, tensioni globali e una violenza che sembra farsi sempre più ordinaria. Ecco dunque che la domanda su cosa significhi ancora essere umani non è mai stata così urgente in un'epoca che corre veloce, che misura tutto in termini di produttività e che spesso dimentica il valore di fermarsi.
I tre incontri in dettaglio
Il 14 Maggio si apre con “Il benessere della cura”: Concita De Gregorio e Giampaolo Cerri esplorano come la fragilità, quando condivisa, possa trasformarsi in una potente forma di amore e libertà. Un invito a riscoprire la vulnerabilità non come limite, ma come radice profonda dell'umanità e come antidoto alla cultura dell'indifferenza.
Il 21 Maggio è la volta di “La felicità degli italiani”: il sociologo Enrico Finzi e Serena Bortone guidano il pubblico alla ricerca di una "politica della felicità" capace di ridurre le disuguaglianze e restituire a tutti il diritto a una vita piena.
Il 28 Maggio chiude il ciclo “L'altro sono io. Storie che ci somigliano”: Domenico Iannacone porta nel cuore delle storie degli invisibili, mostrando come il racconto possa essere un atto di giustizia e di dignità. Perché comprendere l'altro è il primo passo per abitare insieme il mondo.
"Mettere la persona al centro"
“Mettere la persona al centro è la filosofia che condividiamo con Cesvot e con il Gabinetto Vieusseux", ha dichiarato Cristina Manetti. "Il tema scelto - ha aggiunto - quello della felicità, si lega profondamente all’idea stessa di elogio dell’umano. Parlare di felicità significa infatti rimettere al centro la persona, il suo benessere, il bisogno di costruire un percorso che permetta di stare bene con se stessi e nella società. Sarà quindi un’occasione per riflettere sul valore delle relazioni umane, che restano alla base di ogni processo di crescita civile e sociale".
"In un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo, segnato da tensioni e conflitti internazionali, abbiamo ancora più bisogno di ricostruire legami, favorire il dialogo e creare occasioni di incontro. Regione Toscana, Cesvot e Gabinetto Vieusseux condividono questo obiettivo: promuovere momenti di confronto e approfondimento che aiutino le persone a sentirsi parte di una comunità e a riscoprire il valore della cura, della solidarietà e della partecipazione”.
“Viviamo un momento storico che ci pesa addosso: guerre e violenze - ha proseguito Luigi Paccosi - attraversano il mondo e spesso proviamo una sensazione diffusa di impotenza di fronte a ciò che accade. In questo contesto, scegliere la cultura, scegliere l'incontro e il dialogo non è un lusso o una fuga dalla realtà ma un atto politico e morale".
"Con Elogio dell'Umano vogliamo offrire uno spazio in cui fermarsi, ascoltare, lasciarsi interrogare da storie e idee capaci di restituirci il senso di ciò che conta davvero. Crediamo che seminare cultura significhi seminare pace, e che la solidarietà non sia una risposta ingenua alla complessità del mondo, ma la forma più concreta e coraggiosa di speranza che abbiamo a disposizione. La felicità non è un traguardo individuale: si costruisce insieme, nella cura reciproca, nell'impegno verso chi è più fragile, nel coraggio di scegliere il bene della singola persona anche quando il mondo sembra spingerci nella direzione opposta”.
“La collaborazione tra istituzioni è un valore che non disperdiamo. Quest'anno facciamo rete sui sentimenti affidati nel dibattito a giornalisti e scrittori, l'elogio dell'umano in un tempo fuori dai cardini” ha concluso Riccardo Nencini.
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