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Cronaca sabato 23 dicembre 2017 ore 17:45

Rodolfo Fiesoli varca i cancelli di Sollicciano

Rodolfo Fiesoli - foto Carabinieri

Il fondatore del Forteto aveva accusato un malore dopo l'arresto ma è stato dimesso. I difensori: "Ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo"



FIRENZE — Dopo aver trascorso alcune ore nell'ospedale di Ponte a Niccheri per accertamenti, il fondatore della comunità del Forteto Rodolfo Fiesoli, 77 anni, arrestato questa mattina dai Carabinieri, è stato accompagnato nel carcere di Sollicciano per iniziare a scontare la condanna definitiva. Ma i suoi difensori, Oliviero Mazza e Lorenzo Zilletti, hanno già proposto contro l'ordine di carcerazione un incidente di esecuzione così come hanno annunciato un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo. "E' bene ricordare che, in molteplici occasioni - hanno detto gli avvocati - la Corte europea ha condannato l'Italia per violazione del diritto a un equo processo". Per quanto riguarda invece l'ordine di carcerazione, i legali contestano che sia stato emesso "prima che si sia formato un giudicato della pena".

Le manette sono scattate a Pelago, dove Fiesoli risiede, dopo che il pronunciamento di ieri della Corte di Cassazione ha reso esecutiva la sua condanna di secondo grado a 15 anni e dieci mesi di carcere per abusi e violenze sui bambini e sui ragazzi affidati al Forteto dal Tribunale dei minori di Firenze. Sempre la Cassazione ha stabilito che Fiesoli dovrà essere giudicato nuovamente per un unico episodio di violenza sessuale che gli è stato contestato. Per il resto, la condanna in appello è stata confermata e Fiesoli dovrà restare dietro le sbarre, considerando le misure di restrizione già subìte, per 14 anni, 8 mesi e 17 giorni.

Questa mattina i Carabinieri, dopo aver prelevato Fiesoli dalla sua abitazione, lo hanno accompagnato nella caserma di Pontassieve per l'espletamento delle procedure di legge, come le foto segnaletiche e altre pratiche. Ed è stato lì che Fiesoli, improvvisamente, si è accasciato a terra, privo di sensi.

Prima di portarlo a Sollicciano quindi, i Carabinieri hanno accompagnato il fondatore del Forteto al pronto soccorso dell'ospedale di Ponte a Niccheri per una serie di visite ed esami. Ma tutti i controlli hanno dato esito negativo. E Rodolfo Fiesoli, nel tardo pomeriggio, ha varcato i cancelli del carcere di Sollicciano.

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