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Attualità venerdì 24 luglio 2020 ore 19:12

In Italia ancora diversi focolai, in Toscana Rt a 0,99

Iss e Ministero della Salute segnalano casi di reimportazione del virus dall'estero e piccole catene di trasmissione. "L'epidemia non è conclusa"



FIRENZE — La situazione dell'epidemia di Covid-19 in Italia resta "estremamente fluida". L'Italia resta a "bassa criticità" anche se si rilevano diversi focolai che continuano a destare preoccupazione. Lo spiega il rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute relativo alla settimana dal 13 al 19 Luglio. 

Il rapporto rileva la presenza di casi in aumento rispetto alla precedente settimana in nove Regioni e Province Autonome anche in forza della "intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. La presenza dei focolai mantiene in 6 regioni l'indice di contagio sopra 1 (Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Lazio e Lombardia. In Toscana  è sceso a 0,99 (la settimana scorsa era a 1,24).

A preoccupare sono i casi di reimportazione dell'infezione dall'estero. Anche per questo proprio oggi il ministro della Salute Roberto Speranza ha stabilito l'obbligo di quarantena sorvegliata di 14 giorni per chi arriva in Italia da Bulgaria e Romania (vedi articolo correlato)

Ma non solo: "Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell'infezione - si legge - vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l'origine. Questo evidenzia come ancora l'epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa.

In ogni caso, spiegano ISS e Ministero, l'aumento dei casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente "non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati" e comunque, trattandosi in più circostanze a incrementi inferiori a 10 casi a settimana, "in nessuna di questeRegioni/PPAA sono stati identificati segnali di sovraccarico deiservizi sanitari e i focolai presenti sono prontamenteidentificati ed indagati".

Da segnalare l'età media dei casi diagnosticati che "nell’ultima settimana è ormai intorno ai 40 anni; questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane e in parte all’identificazione di casi asintomatici tramite screening in fasce di età più basse".



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