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Attualità lunedì 10 luglio 2017 ore 15:36

Inquinamento, bocciati fiumi e laghi della Toscana

Servizio di Dario Pagli

Solo il 28 per cento è in buone condizioni secondo l'Annuario Arpat. Migliora la qualità dell'aria con meno sforamenti di Pm10 ma resta l'incubo ozono



FIRENZE — In Toscana si respira un'aria migliore che in passato ma in compenso preoccupano fiumi, laghi e falde. Lo spiegano bene i dati dell'Annuario di Arpat presentato a Firenze nella sede della presidenza regionale in Palazzo Strozzi Sacrati dal direttore generale di Arpat Marcello Mossa Verre e dall'assessora regionale all'ambiente Federica Fratoni. Il rapporto analizza i parametri di aria, acqua, suolo e agenti fisici registrati nel 2016. 

Il dato positivo è che migliora, anche se leggermente, la situazione delle Pm10, le polveri sottili nell'aria. Il valore limite  è stato rispettato in tutte le stazioni della Rete Regionale. Il limite di 35 superamenti della media giornaliera di 50 μg/m3 non è stato rispettato solo in due stazioni di fondo, a Montale e Capannori. Resta il serio problema dell'ozono, con limiti sforati nel 50 per cento dei siti per la protezione della popolazione e nell'80 per cento in quelli per la protezione della vegetazione.

Ad andare male sono le acque, sia superficiali che sotterranee. Solo il 28 per cento dei fiumi e dei laghi è in buone condizioni mentre il 72 non centra l'obiettivo. Male anche le falde sotterranee. Lo stato Scarso riguarda il 24 per cento dei corpi idrici sotterranei e si concentra, spiega l'Arpat, "nelle depressioni quaternarie più antropizzate", cioè nella piana di Firenze, Prato e Pistoia, a Santa Croce, nel Valdarno superiore e nella Valdelsa, interessando anche le falde profonde della Val di Chiana e del Valdarno Inferiore. Lo stato 'Buono scarso localmente' riguarda il 44 per cento delle acque sotterranee, mentre lo stato 'Buono', infine, esente da contaminazioni antropica e generale buona qualità delle acque comprende il 22 per cento. 

A cavarsela bene sono le acque destinate alla balneazione sulla costa, promosse nel 91 per cento dei casi.Nei dati dell'annuario Arpat sono finiti anche punti sensibili come inceneritori e depuratori. Per questi ultimi in 49 impianti su 197 impianti di depurazione sono riscontrate varie tipologie di irregolarità.

"Questi dati raccontano – ha commentato l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni - una Toscana presidiata. Anche quest'anno restituiamo l'esito di un lavoro attento e impegnato che dimostra la grande trasparenza che usiamo nell'ambito delle politiche ambientali. Certamente la Toscana ha punti di criticità, è normale". D'altra parte, ha detto ancora Fratoni, "dobbiamo dire che è aumentata anche la sensibilità dei cittadini, nel corso del tempo credo ci siano state una maturazione e un'attenzione crescenti e questo è senza dubbio un segnale positivo che va a sostegno della collaborazione, elemento importante sui temi fondamentali come quelli ambientali".



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